La procura militare ha avviato accertamenti preliminari su due militari in servizio segnalati con un esposto del Sindacato dei Militari, presentato dall’avvocato Massimo Strampelli. L’esposto è rivolto contro un sottufficiale dei carabinieri e un tenente dell’aeronautica che, secondo la denuncia, starebbero animando la campagna elettorale del partito di Roberto Vannacci, ossia Futuro Nazionale. Il procuratore militare Marco De Paolis ha specificato che gli accertamenti sono stati disposti «anche alla luce di notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera» e che al momento non si può parlare di «notizia di reato», restando nell’ambito di propria competenza per persone soggette alla giurisdizione militare.
Le accuse e i nominativi coinvolti in Futuro Nazionale
L’esposto contesta il divieto di svolgere attività politica mentre si è in servizio e l’uso distorto dei distacchi sindacali. In particolare, vengono indicati come interessati al procedimento due dirigenti che svolgono ruoli sindacali: Luigi Avveduto, segretario nazionale del Sim e referente a Roma del comitato 1333 di Futuro Nazionale, e Antonsergio Belfiori, segretario nazionale del Siam e referente a Villafranca (Verona) del comitato 329 di Futuro Nazionale. Nell’esposto si legge che si tratterebbe di «militari in servizio attivo che avrebbero assunto ruoli di vertice e di propaganda all’interno di un movimento politico, in aperta violazione dei doveri fondamentali di fedeltà, neutralità e imparzialità imposti dall’ordinamento militare».
Il sindacato solleva questioni concrete: i temi della campagna elettorale del partito sono compatibili con i valori della Costituzione a cui i militari hanno prestato giuramento? I distacchi sindacali, finanziati «a spese dei contribuenti» secondo l’esposto, vengono usati per funzioni del loro incarico o per attività di proselitismo politico? L’esposto cita inoltre la promozione di contenuti riconducibili al documento programmatico «B.I.P. 2027-2037», le cui previsioni includono strategie di impiego delle Forze Armate indicate come «remigrazione» e ritenute incompatibili con il giuramento alla Repubblica; è proprio su questi elementi che il Sindacato dei Militari orienta la richiesta di verifiche disciplinari e giurisdizionali.
Risposte, difese e sviluppi procedurali
Il quadro giudiziario si è affiancato a reazioni pubbliche. L’avvocato Giorgio Carta, difensore di Roberto Vannacci, ha dichiarato che «le accuse formulate appaiono manifestamente infondate, non sussistendo alcuno dei presupposti richiesti dalla legge per configurare i reati ipotizzati» e ha espresso serenità rispetto all’esposto, prevedendone un rapido provvedimento di archiviazione. In parallelo il Sindacato dei Militari ha segnalato le condotte anche al ministro della Difesa e, secondo il testo dell’esposto, aveva già informato formalmente il ministero guidato da Guido Crosetto ad aprile, diffidandolo a giugno per «persistente inerzia istituzionale».
Il ministro Crosetto ha commentato la vicenda su X, affermando di «restare garantista» e sottolineando che sarebbe «profondamente sbagliato trasformare un accertamento preliminare in una “indagine” per la ricostituzione del partito fascista». Sul versante politico, lo stesso Roberto Vannacci ha respinto le accuse con un post pubblico: «Ma ancora credete ai giornali e a quattro politicanti e scribacchini livorosi? Domani Futuro nazionale al 12%!». La Procura militare ha quindi avviato le verifiche preliminari, che per ora sono finalizzate a accertare eventuali violazioni del codice militare relative a neutralità e dovere di fedeltà.
Parallelamente, l’esposto del Sindacato dei Militari fa il paio con un altro esposto affidato alla magistratura penale, volto a valutare la possibile violazione della legge Scelba nei confronti del generale Vannacci, del coordinatore nazionale di Futuro Nazionale Massimiliano Simoni e del responsabile del programma Lorenzo Gasperini.
