Il possibile sorpasso di Futuro Nazionale ai danni di Forza Italia nei sondaggi non sembra preoccupare Antonio Tajani. Dal Forum di Cernobbio, il vicepremier e leader azzurro rivendica la solidità del suo partito e invita a guardare soprattutto al consenso che emergerà dalle urne. Nello stesso intervento, Tajani affronta anche il tema della guerra ibrida, sottolineando la necessità di proteggere la libertà del voto senza cedere all’allarmismo.
Tajani: “Sono i voti quelli che contano, non i sondaggi”
A margine del Forum di Cernobbio, Tajani ha risposto alle domande sul fatto che Futuro Nazionale abbia recentemente superato Forza Italia nelle rilevazioni demoscopiche. Il leader di FI ha ridimensionato il dato, osservando che “sono i voti quelli che contano, i sondaggi lasciano sempre tempo che trovano”. La posizione del vicepremier è quindi quella di non attribuire un peso eccessivo alle oscillazioni registrate dai sondaggi. “Noi andiamo avanti”, ha affermato Tajani, rivendicando il ruolo di Forza Italia come “grande forza liberale” e ricordando le origini del partito all’interno del centrodestra.
“Siamo i fondatori del centrodestra grazie a Berlusconi”
Nel rivendicare la centralità di Forza Italia, Tajani ha richiamato direttamente l’eredità politica di Silvio Berlusconi. Gli azzurri, ha spiegato, sono tra i fondatori del centrodestra e intendono continuare a difendere i propri valori. Tajani ha definito Forza Italia una forza “cristiana, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista”, sottolineando così i diversi elementi che, secondo il leader, caratterizzano l’identità del partito. Una linea che dovrebbe continuare a essere seguita indipendentemente dai risultati delle rilevazioni demoscopiche.
Forza Italia alleata della Lega e di FdI, ma con una propria identità
Il rapporto con gli altri partiti della maggioranza è un altro degli elementi sottolineati da Tajani. Forza Italia, ha assicurato, rimane “leale con il centrodestra”, ma non rinuncia a distinguersi dalla Lega e da Fratelli d’Italia. Per il vicepremier, infatti, i tre partiti sono “alleati strategici”, ma non coincidono per posizioni e identità politica. Tajani ha contrapposto questa impostazione a quella della sinistra, rivendicando la coerenza degli azzurri.
Tajani attacca chi lascia il centrodestra per votare con la sinistra
Nel suo ragionamento è entrata anche la questione degli esponenti politici che, secondo Tajani, scelgono di abbandonare il perimetro del centrodestra per sostenere iniziative insieme alla sinistra. “Chi lascia il centrodestra per votare insieme alla sinistra è un rivale”, ha dichiarato il leader di Forza Italia.
Tajani ha quindi messo in dubbio la coerenza di chi compie questo tipo di scelta, sostenendo che saranno gli stessi elettori a valutarla. La difesa dell’identità di Forza Italia si accompagna dunque alla volontà di mantenere saldo il rapporto con gli alleati di governo.
Guerra ibrida, Tajani: “Nessun allarmismo, ma dobbiamo difendere il voto”
Dal confronto politico interno al centrodestra, Tajani è poi passato a un tema di carattere internazionale e di sicurezza: la guerra ibrida. Secondo il ministro degli Esteri, il fenomeno è in corso ormai da anni e impone alle istituzioni occidentali di proteggere il processo democratico.
“La guerra ibrida è in corso da anni”, ha affermato Tajani, spiegando che esiste il dovere di “difendere la libertà del voto” e di garantire la democrazia. Un obiettivo che, nella sua lettura, deve essere perseguito “senza allarmismi ma con grandissima determinazione”.
“Non si possono escludere attacchi per condizionare le elezioni”
Tajani ha quindi richiamato il rischio che le azioni riconducibili alla guerra ibrida possano avere conseguenze dirette sulle consultazioni elettorali. Ha ricordato che sono già in corso attacchi contro l’Occidente e che alcuni di questi possono essere mirati.
Per il ministro degli Esteri, non è dunque possibile escludere che possano verificarsi attacchi finalizzati a influenzare il voto dei cittadini e dei Paesi europei che saranno chiamati alle urne nei prossimi anni. Una possibilità che, ha precisato, deve essere affrontata con fermezza senza però alimentare un clima di allarme.
Il timore condiviso da intelligence e istituzioni europee
A sostegno delle proprie preoccupazioni, Tajani ha citato anche le valutazioni degli organismi italiani ed europei. Il Dis, ha ricordato, ha confermato l’esistenza di questa preoccupazione, mentre il Copasir sta chiedendo informazioni sul fenomeno.
Il tema, secondo il ministro, è ormai presente anche nel confronto internazionale. “Tutta l’Europa è preoccupata”, ha sottolineato, spiegando che nelle riunioni internazionali e negli incontri dell’Unione europea si discute regolarmente della guerra ibrida e della possibilità che attacchi di questo tipo possano incidere sulla vita democratica dell’Occidente.
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