Il costo dei testi scolastici in Italia è aumentato del 25-30% nell’ultimo decennio, con un impatto crescente sui bilanci familiari: Altroconsumo segnala spese medie di circa 600 euro per un ciclo delle medie e di oltre 1.200 euro per le scuole superiori.
Quanto pesa la spesa per le famiglie: Altroconsumo libri scolastici
La progressione dei prezzi nel tempo ha fatto lievitare la spesa complessiva richiesta alle famiglie, soprattutto laddove ci sono più figli in età scolare. Il dato della spesa media è fornito da Altroconsumo e mette in evidenza come la voce dei libri contribuisca in modo significativo al bilancio scolastico domestico. Per l’anno scolastico 2026/2027 il Ministero dell’istruzione e del merito ha aggiornato i parametri di spesa sulla base di un’inflazione programmata dell’1,5%, ma questo adeguamento riguarda i tetti di spesa stabiliti e non garantisce un aumento uniforme del prezzo di copertina dei singoli volumi.
Non esiste al momento un dato ufficiale complessivo sull’aumento medio dei prezzi di copertina per il 2026: al 31 agosto l’Associazione italiana editori non aveva pubblicato una stima. L’anno precedente l’AIE aveva indicato rincari dell’1,7% alle medie e dell’1,8% alle superiori, cifre che si sommano nel tempo alla dinamica decennale segnalata da Altroconsumo.
Concorrenza, sconti e mercato digitale
L’assetto del mercato incide sulle possibilità di risparmio delle famiglie. L’indagine conoscitiva chiusa a gennaio 2026 dall’Antitrust ha evidenziato una forte concentrazione: quattro operatori coprono oltre l’80% del mercato dell’editoria scolastica, limitando gli spazi di concorrenza sui prezzi. Inoltre la legge vincola lo sconto sui libri scolastici al 15% del prezzo di copertina, una soglia che riduce ulteriormente la leva competitiva per i rivenditori.
Sul fronte digitale, più del 95% delle classi adotta la formula mista cartaceo-digitale, ma l’attivazione effettiva delle licenze digitali resta bassa: appena il 16% delle licenze viene effettivamente attivato. La componente digitale spesso accompagna il libro tradizionale senza affermarsi come strumento in grado di ridurre significativamente i costi né di rendere i testi più modulari e aggiornabili.
Regole sui tetti, peso dei volumi e margini di manovra
Le regole che disciplinano i tetti di spesa variano a seconda del grado scolastico e della natura dei testi adottati. Per le scuole medie e superiori l’aumento comunicato riguarda i tetti massimi della dotazione libraria che ciascuna classe può adottare. Da quest’anno le scuole possono superare il tetto ordinario fino al 20% (prima era 15%), purché la deroga sia motivata dal Collegio dei docenti e approvata dal Consiglio di Istituto.
Sono previste riduzioni del tetto quando la dotazione comprende formati misti o esclusivamente digitali: il limite scende del 10% se la dotazione è mista cartacea e digitale con contenuti integrativi e del 30% quando vengono adottati testi digitali con contenuti integrativi. La riduzione riguarda il tetto complessivo e non si traduce in uno sconto automatico sul prezzo di copertina dei singoli volumi.
Un elemento pratico che pesa sulle famiglie è inoltre il peso fisico dei testi: in Italia il carico librario risulta almeno il doppio rispetto al resto d’Europa, un fattore che favorisce il mercato dell’usato ma allo stesso tempo complica la transizione verso soluzioni più leggere e modulari.
Le proposte per ridurre la spesa
Per contenere l’onere sui nuclei familiari, Altroconsumo propone di introdurre nella prossima Legge di Bilancio una detrazione fiscale del 19% sull’acquisto dei libri scolastici, con limiti Isee e tetti di spesa adeguati per concentrare il beneficio sulle famiglie più fragili senza trascurare il ceto medio. La proposta si inserisce in un quadro più ampio che prevede anche una maggiore apertura alla concorrenza, incentivi per l’uso effettivo delle licenze digitali e la diffusione di formati modulari che favoriscano il riuso e il mercato dell’usato.
In assenza di dati ufficiali aggiornati sull’andamento dei prezzi per il 2026, le soluzioni operative indicate dagli osservatori e dall’Autorità di mercato si concentrano su tre leve: rendere più efficiente l’offerta digitale, aumentare la concorrenza tra operatori e introdurre misure fiscali mirate. Per le famiglie il risultato pratico richiesto è semplice: abbassare la spesa obbligata per l’istruzione senza ridurre la qualità dei materiali didattici.
I libri scolastici restano dunque una voce di spesa che si è accumulata negli anni e che, secondo le associazioni di consumatori e i rilievi dell’Antitrust, richiede interventi sia regolatori sia fiscali per alleggerire il peso sulle famiglie.
