“Il 25 aprile rappresenta tutti quelli che sono caduti con onore, qualsiasi divisa e qualsiasi fazzoletto abbiano portato al collo. Però non rinuncerò mai a dire che c’è stata gente dall’una e dall’altra parte che non si è comportata secondo le regole dell’onore e questo è verità storica. I caduti ho imparato che vanno tutti rispettati, anche quelli nemici che mi hanno sparato fino a poco prima”, così il candidato del partito Futuro Nazionale di Vannacci è tornato oggi a spiegare il suo punto di vista sull’antifascismo affermando che parteciperebbe al corteo cittadino del 25 aprile se fosse sindaco della città. Burgio ha poi precisato cosa intendesse dire Vannacci con il termine rastrellamento che aveva fatto discutere quando fu enunciato come proposito per sanare il problema del “Boschetto” di Rogoredo: “Noi chiamiamo rastrellamento le operazioni di ricerca che facciamo in campagna, quando lavoriamo in città li chiamiamo servizi coordinati di controllo del territorio ad alto impatto, ma è la stessa cosa. Se però prendo un collega che ha una formazione professionale dell’esercito, lui non ha questa distizione, perché il concetto del servizio di ricerca a fini di polizia non ce l’ha. Quindi per lui prendere una zona, immettere un certo numero di forze e sottoporla ad un controllo raffittito, in terminologia tecnica lo chiama rastrellamento”.