Guido De Maria, umorista, sceneggiatore e regista originario dell’Appennino modenese, è morto a Modena all’età di 93 anni. Nato il 20 dicembre 1932 a Lama Mocogno, si era trasferito per lavoro a Bologna ma mantenne un legame stabile con Modena per tutta la vita. La notizia della sua morte è stata data nella giornata del 31 agosto 2026.
Guido De Maria, dalla pubblicità alla televisione
La carriera di De Maria cominciò nei disegni e nella pubblicità: prima vignettista per testate come Epoca e Il Candido, poi autore e regista di caroselli e spot televisivi. Nel 1971 fondò la Playvision, società che gli permise di coniugare l’esperienza pubblicitaria con il lavoro d’autore per la televisione. Si trasferì professionalmente a Bologna, dove diresse e firmò numerosi spot e progetti televisivi, mantenendo tuttavia la propria abitazione anche a Modena.
Tra i suoi collaboratori figurano il disegnatore Bonvi e il cantautore Francesco Guccini, con i quali intrecciò percorsi creativi che dalla pubblicità lo portarono al piccolo schermo. Nel 1978 ricevette un riconoscimento per la regia televisiva nel settore dei programmi per ragazzi, un premio che attestò la sua attenzione per i formati rivolti ai più giovani.
I personaggi, SuperGulp e il ritorno in anni recenti
Nel 1972 ideò il format che avrebbe segnato la sua carriera: il programma di fumetti in tv, nato con il titolo Gulp. In seguito, insieme a Giancarlo Governi, curò dal 1977 al 1981 la trasmissione SuperGulp! I fumetti in tv, che portò sullo schermo personaggi come Corto Maltese, Lupo Alberto, le Sturmtruppen e Tex, rivolgendosi a un pubblico vasto di giovani telespettatori.
Dal suo lavoro nacquero figure e campagne entrate nell’immaginario collettivo: il personaggio di Nick Carter, creato insieme a Bonvi; Giumbolo, animato da Riccardo Berselli e interprete della sigla dei fumetti in tv; e numerosi caroselli per marchi e prodotti — tra questi i Brutos, sketch con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia per la Cera Grey, lo spot per Nelsen, il pirata Salomone per l’Amarena Fabbri, la camicia coi baffi con Maurizio Costanzo e i nanetti della Loacker.
Negli anni Duemila De Maria si dedicò al recupero del suo patrimonio creativo: mostre, volumi e collezioni in dvd rieditarono SuperGulp e i suoi personaggi, con tirature e raccolte che raggiunsero un vasto pubblico. Il suo lavoro venne così riproposto più volte in forme editoriali e espositive.
«Desideravo tanto diventare vecchio: beh, ce l’ho fatta», raccontò De Maria in un’intervista al Carlino nel 2024. In quella stessa intervista rievocò il proprio ruolo nella genesi di Nick Carter: «Sono stato l’autore di Nick Carter insieme a Bonvi», una collaborazione che legò il suo nome a quello del celebre fumettista e produttore di Sturmtruppen.
Addio al padre di SuperGulp!
Il lascito di De Maria comprende quindi un arco professionale che va dal disegno e dalla pubblicità alla televisione per ragazzi, con momenti di sperimentazione formale e di successo popolare. Negli ultimi decenni si è occupato della conservazione e della riedizione dei materiali che avevano segnato il suo lavoro, contribuendo a mantenere vivi i personaggi che aveva contribuito a far conoscere al grande pubblico.
La sua scomparsa chiude una pagina della televisione italiana per ragazzi e del mondo dei fumetti in tv: la figura di De Maria resta associata alla nascita di un linguaggio che unì animazione, fumetto e promozione pubblicitaria, rivolgendosi alle nuove generazioni attraverso formati che oggi sono oggetto di studio e di riedizione.
