Mostra del Cinema di Venezia 2026: 16 titoli internazionali si confrontano al Lido con il quintetto italiano formato da Moretti, Bechis, Pallaoro, Strippoli e De Angelis, in un programma che mette al centro il presente e le sue fratture.
Autori e titoli in gara alla Mostra del Cinema di Venezia 2026
Tra i film internazionali che compongono il cartellone figurano opere di registi di lunga carriera e di autori più giovani. Apertura e adattamenti occupano un posto di rilievo: Ink di Danny Boyle, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, è il film d’apertura e racconta l’acquisizione del quotidiano The Sun e la sua trasformazione editoriale.
Possible love di Lee Chang-dong è ispirato a un capitolo del Decalogo di Kieslowski, prodotto da Netflix Corea e costruito attorno all’intreccio di due coppie; il film è stato scelto per gli Oscar 2027. Nel programma compaiono poi Bucking Fastard di Werner Herzog, Primetime di Lance Oppenheim con Robert Pattinson nei panni del giornalista Chris Hansen, e Dau di Ilya Khrzhanovsky, biografia del fisico Lev Landau con Teodor Currentzis nel ruolo principale.
Temi: memoria, potere, media e guerra
Il nucleo dei film internazionali esplora storie di potere, memoria e media. Wild Horse Nine di Martin McDonagh porta sullo schermo una vicenda ambientata nel 1973 collegata al Cile e a agenti della CIA; Bunker di Florian Zeller è un thriller psicologico che mette in crisi una coppia di successo chiamata a progettare un bunker a prova di bomba atomica per un committente ricco.
La dimensione storica e personale convive con film che affrontano il presente e i suoi rischi: Mr. Nelson, Did you kill people? di Shinya Tsukamoto segue un veterano del Vietnam che recupera il rapporto con la realtà; Un bon petit soldat di Stéphane Brizé osserva le tensioni tra responsabilità aziendale e vita privata; A bit of light di Ali Asgar racconta l’ultimo giorno di un medico iraniano disilluso dopo un arresto.
Animazione autoriale, adattamenti e documentario
La selezione include anche adattamenti e opere che guardano alla produzione culturale: Look back di Hirokazu Koreeda è un adattamento in 35mm di un manga di Tatsuki Fujimoto, mentre Company di Casey Affleck intreccia storie di più generazioni in una riflessione sul lutto e la grazia.
Tra i titoli più recenti entrati in gara figura infine Naza, documentario prodotto da The Guardian e diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, girato di notte sui tetti di Tel Aviv e presentato come indagine sulle pratiche che hanno portato all’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza.
Il confronto con i film italiani alla Mostra del Cinema di Venezia 2026
Queste sedici opere internazionali si misurano sullo stesso palcoscenico con il quintetto italiano in competizione: i film di Moretti, Bechis, Pallaoro, Strippoli e De Angelis. La presenza di autori di profili diversi e di opere che oscillano tra finzione, biografia e documentario definisce un cartellone centrato sul racconto del presente.
La Mostra propone così un confronto netto tra le scelte tematiche degli autori internazionali e le proposte italiane, dando una lettura dell’edizione che valorizza la pluralità di sguardi sul contemporaneo. La manifestazione è in programma dal 2 al 12 settembre.
