Il bilancio delle alluvioni che hanno devastato vaste aree tra il Tibet e il Nepal continua a salire. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso sui social dalla National Disaster Risk Reduction and Management Authority nepalese, le vittime sono almeno 626, mentre 2.426 persone risultano ancora disperse. Numeri che si aggiungono a una situazione già drammatica e nella quale le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta.
Quasi 3mila persone risultano disperse
Il nuovo conteggio delle vittime supera quello di 616 morti comunicato in precedenza dalla polizia nepalese. È aumentato anche il numero delle persone di cui non si hanno notizie: nell’ultimo aggiornamento della NDRRMA, risalente a venerdì 28 agosto, i dispersi erano 1.924. A questi devono essere aggiunti altri 558 dispersi segnalati dalle autorità cinesi. Il totale sfiora quindi quota 3mila, anche se al momento non è possibile escludere che alcuni nominativi siano presenti in entrambi gli elenchi.
Salvate 350 persone da un tunnel in Nepal
Le squadre impegnate nell’emergenza continuano intanto a intervenire nelle aree maggiormente colpite. L’esercito nepalese è riuscito a mettere in salvo 350 lavoratori e residenti che erano rimasti intrappolati all’interno del tunnel dell’Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa. Le operazioni non sono però concluse. I soccorritori stanno ancora cercando di raggiungere più di 100 persone che risultano bloccate in diverse zone interessate dalle alluvioni.
La testimonianza dell’italiana sopravvissuta
Tra le persone che hanno vissuto in prima persona la violenza dell’alluvione c’è anche Valentina Piccinini, italiana riuscita a sopravvivere alla tragedia. La donna ha raccontato quei momenti descrivendo un improvviso e potentissimo boato che l’ha spinta a fuggire verso le montagne.
Piccinini ha spiegato di essersi arrampicata il più in alto possibile per mettersi in salvo, sottolineando quanto sia stato decisivo l’aiuto ricevuto dalla popolazione locale. “Senza l’aiuto dei nepalesi non sarei qui”, ha raccontato. Intanto, i bresciani Giovanni Fassini e Marco Lombardi sono attesi oggi in Italia dopo essere riusciti a superare l’emergenza.
Nepal, recuperati 233 corpi a Chitwan
Particolarmente drammatica è anche la situazione nel distretto di Chitwan, nella parte centro-meridionale del Nepal. Le autorità locali hanno recuperato finora 233 corpi, ma soltanto quattro delle vittime sono state identificate.
A rendere estremamente difficili le operazioni di riconoscimento è anche lo stato in cui sono stati ritrovati i cadaveri. Secondo quanto riferito dalla Bbc, che cita una dichiarazione dell’Ufficio dell’amministrazione distrettuale di Chitwan, i corpi recuperati dalle strutture sanitarie e dalle rive dei fiumi sono ormai in avanzato stato di decomposizione e non possono più essere identificati visivamente.
Raccolti campioni di Dna per le identificazioni
I restanti 229 corpi si trovano attualmente nei centri di deposito e nelle strutture sanitarie del distretto. Le autorità stanno proseguendo nella raccolta e nella registrazione di campioni di Dna, nella speranza di riuscire a stabilire l’identità delle vittime e restituire i corpi alle loro famiglie.
Nel frattempo, il bilancio complessivo resta provvisorio e potrebbe ulteriormente aggravarsi con il proseguimento delle ricerche. Il numero dei dispersi, inoltre, rende ancora difficile avere un quadro definitivo delle conseguenze delle devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal e le aree circostanti.
