Una nuova notte di attacchi incrociati tra Russia e Ucraina ha colpito obiettivi a centinaia di chilometri di distanza, dalle principali città ucraine fino alle infrastrutture energetiche nel sud della Federazione Russa. Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro sono state prese di mira quasi contemporaneamente dalle forze di Mosca, mentre droni ucraini hanno raggiunto il territorio di Krasnodar, dove è stata colpita la raffineria di Afipsky.
Quattro città ucraine sotto attacco nella stessa notte
Secondo le autorità ucraine, durante le ore notturne sono stati registrati attacchi e allarmi in diverse aree del Paese. L’Aeronautica militare aveva segnalato minacce missilistiche nella regione di Kiev e la presenza di droni nei pressi della capitale.
Nel quartiere Holosiivskyi di Kiev, i detriti di un drone sono precipitati su un edificio residenziale di 16 piani, danneggiando muri e finestre al quattordicesimo piano. Non sarebbe invece scoppiato un incendio all’interno del palazzo.
Più grave il bilancio a Kharkiv, dove un missile ha raggiunto il quartiere di Osnoviansky. Il sindaco Ihor Terekhov ha riferito della morte di una persona. Anche Zaporizhzhia e Dnipro sono state coinvolte nella nuova ondata di bombardamenti, con incendi e danni segnalati agli edifici.
A Zaporizhzhia, secondo le autorità locali citate nelle prime ricostruzioni della mattinata, due persone sono morte in seguito all’esplosione di una bomba guidata.
Danneggiato il valico tra Ucraina e Moldavia
Le conseguenze dei raid si sono estese anche alle infrastrutture di collegamento. Un attacco con droni russi ha danneggiato il valico internazionale di Vynohradivka-Vulcanesti, lungo il confine tra Ucraina e Moldavia.
Il traffico è stato sospeso e le operazioni doganali interrotte, con le autorità ucraine che hanno invitato automobilisti e trasportatori a scegliere percorsi alternativi.
Kiev attacca la raffineria di Afipsky
Nelle stesse ore la guerra dei droni si è spostata in profondità nel territorio russo. L’Ucraina ha attaccato la regione di Krasnodar, a nord-est del Mar Nero, prendendo di mira la raffineria di Afipsky. L’impianto è tra i maggiori del sud della Russia e dispone di una capacità di lavorazione di circa 6,25 milioni di tonnellate di greggio all’anno, pari a circa il 2% della capacità di raffinazione russa.
Le immagini diffuse sui social durante la notte hanno mostrato un vasto incendio nell’area. Le autorità russe hanno riferito inoltre che i detriti dei droni sono caduti nei pressi della stazione ferroviaria di Afipsky, provocando la morte di due persone.
L’impianto era già stato colpito in precedenti operazioni ucraine. Gli attacchi alle raffinerie sono diventati uno degli strumenti utilizzati da Kiev per mettere sotto pressione la capacità energetica e logistica russa: nelle ultime settimane le incursioni hanno contribuito a ridurre temporaneamente l’attività di diversi impianti e ad aggravare le tensioni sul mercato interno dei carburanti.
L’escalation dopo il vertice dei Volenterosi
La nuova notte di bombardamenti arriva a poche ore dal vertice della Coalizione dei Volenterosi organizzato a Kiev in occasione del 35esimo anniversario dell’indipendenza ucraina. Gli alleati hanno ribadito il sostegno militare a Kiev, mentre l’Unione europea ha annunciato oltre 6 miliardi di euro di nuovi aiuti destinati anche alla difesa aerea, ai missili e ai radar.
La sequenza degli attacchi del 25 agosto conferma però quanto il conflitto continui a svilupparsi contemporaneamente lungo il fronte e attraverso operazioni a lunga distanza, con Mosca che intensifica la pressione sulle città ucraine e Kiev che punta sempre più sulle infrastrutture energetiche russe.
