Leonardo Maria Del Vecchio lascia gli incarichi ricoperti in EssilorLuxottica e si prepara a concentrarsi su nuovi progetti imprenditoriali. Il figlio del fondatore di Luxottica ha comunicato le proprie dimissioni da presidente di Ray-Ban e da chief strategy officer del colosso italo-francese dell’occhialeria, mettendo fine alla sua esperienza operativa all’interno del gruppo.
La decisione, anticipata da Milano Finanza, è stata confermata da un portavoce di EssilorLuxottica. «Ringraziamo Leonardo Maria per aver contribuito alla crescita del gruppo e alla realizzazione della visione strategica voluta dal padre. Gli auguriamo uguale successo nella sua nuova avventura», ha fatto sapere la società.
Dietro la scelta, tuttavia, non emerge soltanto la volontà di intraprendere un nuovo percorso professionale. Nella lettera con cui ha comunicato l’addio al presidente e amministratore delegato Francesco Milleri e al consiglio di amministrazione, Del Vecchio avrebbe espresso una valutazione critica sull’attuale modello di gestione del gruppo.
Le critiche alla gestione di EssilorLuxottica
Secondo quanto riportato da Milano Finanza, nella comunicazione Del Vecchio parla di una gestione aziendale diventata “distante” e “impersonale”, indicando come elemento centrale la necessità di recuperare un rapporto più stretto tra la società e chi vi lavora.
Le persone, sostiene il figlio del fondatore, “devono tornare al centro”, seguendo un modello che richiama esplicitamente quello della “Luxottica vent’anni fa”. Un riferimento che assume un peso particolare considerando la storia dell’azienda e la cultura imprenditoriale costruita da Leonardo Del Vecchio prima della fusione con la francese Essilor.
L’uscita dagli incarichi assume quindi anche il significato di una presa di distanza dall’attuale impostazione manageriale, pur senza tradursi in una rottura dei legami economici con il gruppo.
Del Vecchio resta azionista attraverso Delfin
Leonardo Maria Del Vecchio mantiene infatti un ruolo importante nella galassia finanziaria costruita dal padre. È titolare del 12,5% di Delfin, la holding di famiglia che rappresenta il principale azionista di EssilorLuxottica con una partecipazione di circa il 32,4%.
La cassaforte lussemburghese custodisce inoltre alcune delle partecipazioni più rilevanti della finanza italiana ed europea. Delfin possiede oltre il 17% di Banca Monte dei Paschi di Siena, circa il 10% di Generali, il 2,7% di UniCredit e detiene il controllo di fatto del gruppo immobiliare internazionale Covivio.
Le dimissioni dagli incarichi operativi non comportano quindi l’uscita di Leonardo Maria dall’azionariato né dalla complessa partita che riguarda il futuro del patrimonio lasciato dal padre.
La partita ancora aperta sull’eredità
Sullo sfondo resta infatti il nodo della successione di Leonardo Del Vecchio, morto nel giugno 2022. A oltre quattro anni dalla scomparsa dell’imprenditore, gli otto eredi non hanno ancora trovato un accordo definitivo sull’esecuzione del testamento.
Una situazione particolarmente delicata proprio per il peso assunto da Delfin, che non rappresenta soltanto la cassaforte della famiglia ma uno dei principali poli azionari del sistema economico italiano.
L’addio di Leonardo Maria Del Vecchio agli incarichi in EssilorLuxottica apre ora un nuovo capitolo. Il figlio del fondatore sceglie di lasciare la gestione quotidiana del gruppo per costruire un percorso imprenditoriale autonomo, ma resta pienamente coinvolto negli equilibri della holding familiare. E nella lettera indirizzata ai vertici lascia anche un messaggio preciso sul futuro dell’azienda costruita dal padre: recuperare una gestione più vicina alle persone e allo spirito che aveva caratterizzato la Luxottica delle origini.
