La Lombardia ha chiesto al governo il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo, dopo frane e allagamenti che hanno costretto all’evacuazione di 400 persone. Attilio Fontana ha reso nota la richiesta al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, sottolineando la necessità di una ricognizione puntuale dei danni e di sostegno alle comunità colpite.
Piogge eccezionali in montagna: numeri e bacini sotto stress
Il dato pluviometrico più significativo arriva dalle vette: sulle Orobie sono stati registrati oltre 250 millimetri di pioggia, e sull’alto lago di Como si sono raggiunti i 240 millimetri. Alla stazione di Carona Lago Fregabolgia, a 1.955 metri, la rilevazione segnala 253 millimetri caduti dalla sera precedente; a causa di queste precipitazioni intensissime i bacini del Brembo, dell’Oglio e del Serio sono risultati i più sollecitati.
Le precipitazioni in quota hanno trasformato nel giro di poche ore corsi d’acqua e pendii: smottamenti e colate di detriti hanno invaso strade e aree abitate, generando chiusure e isolamenti. Su questi elementi tecnici si concentra ora la valutazione degli interventi di somma urgenza per mettere in sicurezza i versanti e le arginature colpite.
Danni alle infrastrutture e ampie evacuazioni nelle valli
La conta delle conseguenze sul territorio raccoglie episodi diffusi: una frana a Sonico, in Val Camonica, ha provocato il crollo del ponte sul torrente Rabbia e l’interruzione della statale del Tonale; la linea ferroviaria tra Malonno ed Edolo è stata sospesa e la provinciale 42 è interessata da interventi per riapertura. A Sonico sono state evacuate 57 persone, accolte in strutture comunali.
Nella Bergamasca, nella notte a Isola di Fondra un campeggio è stato evacuato perché minacciato da una frana a monte e dalla piena del torrente a valle: circa 250 persone sono state fatte allontanare, con 60 ospitate nelle palestre di Lenna e Piazza Brembana e le altre sistemate da parenti o in strutture vicine. A Vione sono state evacuate 70 persone e riscontrati danni a strade e collegamenti locali; in provincia di Sondrio la frazione di Bondone ha potuto far rientrare trenta sfollati, mentre ad Albaredo per San Marco sei persone sono state trasferite in hotel dopo il riempimento della vasca di contenimento.
Nel Lecchese resta chiusa la provinciale 67 tra Premana e Pagnona, e a Forni (Sondrio) l’esondazione del bacino ha causato il crollo di un ponte pedonale con chiusura della via d’accesso. Le priorità sul campo restano il ripristino della viabilità e la tutela degli abitati esposti a movimenti franosi.
Protezione civile, vigili del fuoco e prossimi passi
La sala operativa della Protezione civile regionale è attiva 24 ore su 24 e coordina i contatti con i sindaci delle zone colpite; sono stati effettuati più di 200 interventi da parte dei vigili del fuoco in tutta la Lombardia per soccorsi, evacuazioni e messa in sicurezza. Gianluca Comazzi e Romano La Russa sono stati incaricati di predisporre la documentazione utile alla richiesta formale di emergenza.
Secondo quanto riportato dal presidente regionale, Nello Musumeci ha assicurato che la richiesta verrà sottoposta al Consiglio dei ministri “non appena possibile”. Sul piano operativo l’obiettivo immediato è consolidare i punti critici della viabilità e assicurare alloggi temporanei alle famiglie evacuate, mentre la stima dei danni infrastrutturali partirà dalle verifiche tecniche in corso.
«È necessario completare una ricognizione puntuale delle conseguenze del maltempo e assicurare alle comunità coinvolte tutto il supporto necessario», ha detto Gianluca Comazzi, indicando la verifica di ponti, strade e opere di contenimento come fasi decisive per la valutazione del fabbisogno di risorse che saranno richieste attraverso lo stato di emergenza Lombardia.
