Una donna di 57 anni, Maria Vittoria Carbone, è stata trovata senza vita nella tarda serata di giovedì 20 agosto in un appartamento di Tito, in provincia di Potenza, con un grave trauma al volto. A ucciderla, secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, sarebbe stato il figlio 31enne, al culmine di una lite. L’uomo è stato arrestato in flagranza dai carabinieri e avrebbe poi confessato il delitto durante l’interrogatorio.
Il quadro dei fatti e la dinamica ricostruita
La vittima viveva a Vaglio Basilicata e si era recata a Tito per incontrare il figlio, che abitava in un appartamento adiacente a quello dell’ex marito. I due, separati da tempo, si trovavano nei pressi quando sarebbe scoppiata una lite. Al termine della discussione la 57enne è stata aggredita e sul suo corpo gli investigatori hanno riscontrato un gravissimo trauma al volto, elemento che ha indirizzato fin da subito le indagini verso una morte violenta.
Secondo quanto ricostruito, il figlio è stato fermato in flagranza di reato e interrogato; l’uomo risultava seguito dal Centro di igiene mentale di Potenza, ma al momento non sono stati resi noti elementi che colleghino in modo diretto quel percorso sanitario al delitto. Le autorità mantengono riserbo su ulteriori dettagli operativi in attesa degli sviluppi.
Indagini, persone ascoltate e reazioni della comunità
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo investigativo insieme al pm Francesco Russo. Gli investigatori hanno ascoltato l’ex marito della vittima, che si trovava nell’abitazione vicina, oltre ad alcuni familiari, amici e residenti della zona.
Le indagini dovranno chiarire soprattutto le ragioni della lite e la dinamica esatta dell’aggressione.
Il sindaco di Tito, Fabio Laurino, ha parlato di una “tragedia che colpisce nel profondo la nostra comunità”, invitando ad attendere gli accertamenti degli inquirenti. Laurino ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di riconoscere e affrontare le situazioni di fragilità che possono svilupparsi all’interno delle mura domestiche.
Cordoglio è stato espresso anche dal Garante regionale per le Vittime di reato, che ha rivolto la propria vicinanza alla famiglia di Maria Vittoria Carbone e alla comunità di Tito, sottolineando la necessità di lasciare alla magistratura il compito di fare piena luce sull’accaduto.
La Procura di Potenza, guidata dal procuratore Camillo Falvo, sta cercando ora di ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore precedenti alla morte della donna.
