Ahmed Hatna, uscito da un recente blitz nell’abitato di Qabatiyah, nel nord della Cisgiordania, mostra sulla fronte e sulle braccia un numero scritto a pennarello: il ’44’. Alcuni palestinesi trattenuti durante l’operazione sarebbero stati rilasciati dopo essere stati marchiati con numeri sulla pelle, e testimoni locali parlano di percosse e interrogatori serrati.
L’operazione: palestinesi marchiati con numeri
L’esercito ha spiegato che l’irruzione ha riguardato un centinaio di edifici alla ricerca di persone “coinvolte nella pianificazione di attentati“. L’Idf ha comunicato l’arresto di due sospetti e l’interrogatorio di altre persone; fonti del posto hanno però riferito di un numero maggiore di fermati e di aggressioni durante gli arresti.
Ammissione militare e reazioni politiche
Di fronte allo scalpore suscitato dalle immagini e dai video, Haaretz ha riportato che l’esercito ha riconosciuto che i militari avevano contrassegnato i sospetti e che i superiori avevano rimproverato il comportamento ritenuto “grave”, parlando di lezioni da apprendere. Ahmad Tibi, membro della Knesset e leader del partito arabo-israeliano Ta’al, ha commentato via social: “È così che si presenta la disumanizzazione: si cancella l’essere umano e lo si trasforma in un numero“.
Altri episodi di palestinesi marchiati con numeri
Non è la prima volta che vengono segnalate azioni simili: ad aprile soldati avevano scritto numeri sulle mani di donne che entravano nel campo profughi di Jenin, un episodio poi definito dall’Idf come una “cattiva valutazione”. Nel contesto più ampio della Cisgiordania, continuano le tensioni legate alle azioni di coloni estremisti: a Qusra alcune abitazioni sono rimaste assediate per giorni e il capo del consiglio del villaggio ha avvertito che le famiglie assediate rischiano di restare senza acqua e medicine.
Altre aggressioni segnalate nelle ultime ore includono assalti a campi nella Cisgiordania centrale e un’incursione a Beita con persone ferite. Intanto a Gaza, i media locali hanno riferito che sei persone, tra cui un bimbo, sono morte in un attacco vicino al porto di Gaza City, con altre dieci persone rimaste ferite.
Impatto e prospettive
Le autorità militari hanno indicato che le misure disciplinari e i richiami ai comandi superiori rappresentano il percorso seguito per correggere gli abusi segnalati. Il numero ’44’ rimane il simbolo visibile che ha alimentato la protesta e la richiesta di chiarimenti.
Sul piano operativo, l’esercito aveva motivato il blitz come ricerca di sospetti legati a possibili attentati; nel frattempo le comunità locali continuano a denunciare il rischio di nuove escalation e le difficoltà quotidiane derivanti dalle chiusure e dagli assedi.
Fonti del villaggio hanno avvertito che, oltre alle violenze, le famiglie più esposte rischiano di perdere accesso a servizi essenziali come acqua e medicinali, una conseguenza concreta dell’assedio e delle tensioni sul territorio.
