L’aggressione subita da Angelo Ratti a Porto Istana, prima di Ferragosto, riaccende il dibattito politico sui crimini motivati dall’odio. Dopo che l’uomo è stato picchiato da una trentina di persone tra insulti omofobi, l’eurodeputato del Pd Alessandro Zan è tornato a chiedere l’introduzione di una legge specifica contro i crimini d’odio.
Zan: “Non aspettiamo la prossima vittima”
Secondo Zan, non è più possibile attendere un nuovo episodio di violenza prima di intervenire. L’eurodeputato ha ribadito la necessità di approvare “subito” una legge contro i crimini d’odio, richiamando il caso di Ratti come ulteriore esempio di violenza legata all’orientamento sessuale.
In un messaggio pubblicato su Instagram, Zan ha sostenuto che non si dovrebbe aspettare che un’altra persona venga aggredita a causa della propria identità di genere o del proprio orientamento sessuale prima di affrontare il problema sul piano legislativo.
L’appello al governo Meloni
Nel suo intervento, l’esponente del Pd ha rivolto un appello diretto al governo Meloni, chiedendogli di prendere posizione sull’aggressione. Secondo Zan, l’esecutivo dovrebbe condannare senza ambiguità quanto accaduto e definire esplicitamente l’episodio per quello che, a suo giudizio, rappresenta: violenza omofoba. L’eurodeputato ha inoltre accusato il governo di mantenere un atteggiamento di silenzio davanti a episodi di questo tipo e ha chiesto che l’esecutivo prenda le distanze dall’accaduto “senza se e senza ma”.
Zan: “Clima ostile verso le persone Lgbtqia+”
Zan ha infine collegato l’assenza di una normativa specifica a quello che considera un clima sempre più ostile nei confronti delle persone Lgbtqia+. A suo giudizio, fino a quando non verrà approvata una legge contro l’odio, il governo Meloni avrà una responsabilità politica rispetto a un contesto che, secondo l’esponente del Pd, sarebbe alimentato dalla destra e finirebbe per lasciare le persone appartenenti alla comunità Lgbtqia+ più esposte alla violenza.
