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Satelliti e intelligenza artificiale contro gli incendi: così l’AI individua i roghi prima del 911

Dai FireSat in orbita alle telecamere intelligenti installate su torri e montagne: i nuovi sistemi puntano a riconoscere fumo e fonti di calore quando le fiamme sono ancora circoscritte

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Incendio boschivo monitorato da satellite, telecamere e operatore AI

immagine generata con AI

Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

Satelliti capaci di individuare un incendio grande quanto un falò sulla spiaggia, telecamere che sorvegliano continuamente boschi e montagne e algoritmi addestrati a distinguere una colonna di fumo da una semplice nuvola. L’intelligenza artificiale sta trasformando la lotta agli incendi, intervenendo soprattutto su uno dei fattori decisivi per impedire che un piccolo focolaio diventi un disastro: il tempo.

Negli Stati Uniti la nuova frontiera della prevenzione passa sia dallo spazio sia da una rete sempre più capillare di sensori installati a terra. L’obiettivo è individuare le fiamme nel giro di pochi minuti, possibilmente prima ancora che arrivi la prima chiamata ai servizi di emergenza.

FireSat, i satelliti progettati per trovare gli incendi

Una delle novità più importanti è FireSat, un progetto che prevede la creazione di una costellazione composta da 50 satelliti dedicati esclusivamente al rilevamento degli incendi. I primi tre sono stati portati in orbita a luglio da un razzo SpaceX.

I normali satelliti meteorologici e di osservazione terrestre sono già in grado di riconoscere incendi di grandi dimensioni, ma presentano alcuni limiti. La risoluzione può essere insufficiente per rilevare un focolaio nelle sue primissime fasi e il tempo necessario per tornare a osservare la stessa area può essere troppo lungo.

FireSat punta a colmare proprio questo vuoto. Il sistema è progettato per rilevare incendi delle dimensioni di un piccolo falò e, quando l’intera costellazione sarà operativa, dovrebbe essere in grado di controllare ogni punto del pianeta circa una volta ogni 20 minuti.

I satelliti utilizzano sensori a infrarossi e intelligenza artificiale per individuare anomalie termiche. Gli algoritmi confrontano le nuove immagini con quelle precedenti e tengono conto di elementi come le condizioni meteorologiche e la presenza di altre possibili fonti di calore. Solo successivamente viene generato un allarme destinato ai soccorritori, riducendo così il rischio di falsi positivi.

Le telecamere AI che sorvegliano boschi e montagne

La tecnologia spaziale viene affiancata dai sistemi installati a terra. Tra questi c’è quello sviluppato dalla startup statunitense Pano AI, che ha già posizionato oltre 1.400 telecamere in 17 Stati americani.

Installati su torri e punti sopraelevati, i dispositivi osservano costantemente il territorio. Durante il giorno gli algoritmi analizzano le immagini alla ricerca di fumo, mentre nelle ore notturne controllano eventuali anomalie di calore.

Quando l’AI individua qualcosa di sospetto, le telecamere possono ingrandire automaticamente l’area interessata. Le immagini vengono quindi controllate da un operatore umano prima dell’invio della segnalazione alle autorità. L’intero procedimento può richiedere soltanto pochi minuti.

Per i vigili del fuoco significa avere a disposizione degli “occhi” sempre puntati sul territorio, anche quando nessuno ha ancora visto le fiamme.

In California metà dei roghi individuata prima delle chiamate

Uno degli esempi più avanzati arriva dalla California. La rete AlertCalifornia comprende più di 1.200 telecamere utilizzate anche dal Cal Fire per monitorare il territorio.

Secondo il capo Phillip SeLegue, il sistema riesce ormai a individuare circa la metà degli incendi prima che qualcuno chiami il 911. In un recente episodio nei pressi di Fresno, le telecamere hanno segnalato un rogo circa 20 minuti prima della prima telefonata ai servizi di emergenza. L’intervento anticipato ha permesso ai vigili del fuoco di evitare che le fiamme si estendessero.

La rapidità è particolarmente importante in un contesto nel quale le condizioni favorevoli agli incendi stanno diventando più frequenti. Secondo Climate Central, alcune aree degli Stati Uniti occidentali registrano oggi circa due mesi in più all’anno di condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi rispetto agli anni Settanta.

Satelliti e AI, una rete globale contro i roghi

Telecamere e satelliti presentano vantaggi differenti. I dispositivi terrestri garantiscono un controllo molto dettagliato, ma possono osservare soltanto ciò che rientra nel loro campo visivo. I satelliti, invece, possono sorvegliare foreste, montagne e praterie remote, comprese le zone prive di telecamere e persone che possano dare l’allarme.

La prospettiva è quindi quella di far lavorare insieme le due tecnologie: l’intelligenza artificiale individua una possibile anomalia, i sensori permettono di verificarla e le squadre di emergenza ricevono informazioni precise per intervenire.

Il successo di questi sistemi, paradossalmente, potrebbe essere misurato proprio attraverso gli incendi di cui non si sentirà mai parlare: roghi scoperti e spenti quando sono ancora troppo piccoli per trasformarsi in una catastrofe.

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