La Procura di Roma ha disposto l’analisi dei pc e dei cellulari di Valter Lavitola nell’indagine sull’attentato contro Sigfrido Ranucci. Gli accertamenti tecnici sono programmati per durare alcune settimane e i magistrati stanno valutando la convocazione del giornalista come persona informata sui fatti, ipotesi che potrebbe concretizzarsi a settembre.
Accertamenti tecnici e posizione di Lavitola
Gli investigatori puntano a ricostruire contatti e modalità organizzative che avrebbero portato all’attentato del 16 ottobre 2025. Lavitola, 60 anni, ha ammesso di essere il mandante dell’azione ma ha escluso che il movente fosse collegato al suo progetto politico su Ranucci e alla sua ambizione di portarlo a Palazzo Chigi. La linea è definita dai difensori dell’ex faccendiere, mentre gli inquirenti mettono in fila i riscontri che emergeranno dall’analisi dei dispositivi.
È circolata, secondo fonti dei legali, una frase attribuita a Lavitola in cui non escluderebbe che Ranucci sapesse del piano; quella ricostruzione è stata smentita dalla Procura di Roma. Sul fronte cautelare, dopo il rigetto della richiesta di domiciliari da parte del gip, i difensori stanno valutando un ricorso al Riesame e la richiesta di un nuovo interrogatorio.
Dal carcere di Rebibbia arrivano intanto indicazioni sullo stato di detenzione: fonti interne riferiscono che Lavitola risulta apparentemente sereno e che trascorre gran parte del tempo sulla branda della cella. Si tratta di elementi collaterali al dossier, mentre l’asse portante dell’inchiesta resta l’acquisizione dei dati e la loro analisi cronologica.
Gomes Tavares ed esecutori materiali
La Procura formulerà una richiesta di estradizione per il cittadino camerunese Gomes Tavares, indicato come factotum di Lavitola e possibile mediatore nell’azione dinamitarda. In un’intervista al Tg1, Tavares ha detto di essere pronto a tornare “prestissimo” e ha aggiunto: “Dicono che all’aeroporto mi prendono, però io sono testardo. E voglio tornare”.
Sul versante delle responsabilità esecutive, gli avvocati che assistono gli esecutori materiali dell’attentato del 16 ottobre 2025 hanno incontrato i loro assistiti in carcere e stanno coordinando le prossime mosse difensive con la direzione degli uffici giudiziari coinvolti. La Direzione distrettuale antimafia riceverà dall’inizio della prossima settimana la richiesta formale di interrogatorio per gli esecutori, che i difensori depositeranno ai pm.
