Un drone è precipitato in una zona boschiva della contea di Tulcea, nel nord-est della Romania, provocando un’esplosione e un incendio. Il velivolo è caduto nei pressi della località di Luncavița, a circa cinque chilometri dal confine con l’Ucraina. Al momento le autorità rumene non hanno indicato la provenienza dell’apparecchio.
Secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa nazionale rumeno, il drone non era stato individuato dai sistemi di sorveglianza radar perché stava volando a un’altitudine molto bassa. Le prime informazioni raccolte dalle autorità non segnalano vittime né danni materiali provocati dall’impatto.
🇷🇴 #Romania – 🇷🇺 #Russia: A Russian Geran-type drone crashed in Luncavița, Tulcea County, around five km from the Ukrainian border just moments ago. Romanian civilians filmed the UAV flying over the area.
Romania’s Ministry of National Defence said yet again that the drone was… pic.twitter.com/KkafL3Ik6n
— POPULAR FRONT (@PopularFront_) August 14, 2026
Bucarest, il drone non è stato rilevato dai radar
La segnalazione è arrivata attraverso una chiamata al numero di emergenza 112. Secondo l’Ispettorato per le situazioni di emergenza Delta, il drone sarebbe precipitato nell’area della cava Cetățuia. All’impatto è seguita un’esplosione che ha innescato un incendio nella zona boschiva. Sul posto sono intervenuti cinque vigili del fuoco della sezione di Măcin con un mezzo antincendio.
Il ministero della Difesa ha inviato nella zona anche una squadra con un elicottero IAR Puma 330 SOCAT per effettuare ricognizioni e accertare le circostanze dell’incidente. Poco prima, per il nord della contea di Tulcea era stato diffuso un messaggio RO-Alert che avvertiva la popolazione del possibile rischio di caduta di oggetti dallo spazio aereo. L’allerta era stata estesa anche alla parte orientale della contea di Galați.
L’episodio arriva dopo una serie di incursioni registrate negli ultimi giorni lungo il confine tra Romania e Ucraina. Nella notte tra il 12 e il 13 agosto, i radar rumeni avevano rilevato cinque bersagli aerei vicino alla città ucraina di Izmail. Uno di questi era entrato nello spazio aereo della Romania, rimanendovi per circa dieci minuti lungo il braccio di Chilia del Danubio, mentre due F-16 erano stati fatti decollare per monitorare la situazione.
Soltanto l’11 agosto, inoltre, l’esercito rumeno aveva distrutto due droni di tipo Gerbera alla deriva nel Mar Nero vicino al progetto energetico Neptun Deep. In quel caso Bucarest non ne aveva attribuito ufficialmente la provenienza.
