La famiglia ha annunciato oggi che la scomparsa è avvenuta il 23 luglio 2026 nella sua abitazione: il produttore britannico William Orbit aveva 69 anni e lascia un’eredità musicale che ha influenzato il pop degli anni Novanta e dei primi anni Duemila.
Annuncio ufficiale e dettagli immediati
Sul profilo Instagram dell’artista la famiglia e gli amici hanno diffuso un messaggio in cui comunicano la morte e esprimono cordoglio per la perdita, menzionando le relazioni personali e professionali che hanno caratterizzato la sua vita artistica. Nel testo pubblicato si legge:
“È con immensa tristezza che la famiglia e gli amici di William Orbit annunciano la sua scomparsa, avvenuta il 23 luglio 2026 nella sua abitazione”.
Nel comunicato la famiglia ha aggiunto che la sua musica, la sua amicizia e la sua gentilezza mancheranno a molti, senza però fornire dettagli riguardo alla causa del decesso; William Orbit, nato a Londra il 15 dicembre 1956, aveva compiuto 69 anni nel corso del 2026.
Carriera, successi e principali collaborazioni
La figura di Orbit è indissolubilmente legata all’album Ray of Light di Madonna, uscito nel 1998 e coprodotto da lui, un progetto che mise in relazione pop ed elettronica e che ottenne due Grammy Award, tra cui miglior album pop e migliore registrazione dance. Successivamente ha lavorato ancora con la cantante per l’album Music nel 2000 e ha co-scritto il singolo “Beautiful Stranger”, vincendo un terzo Grammy per il brano cofirmato con la star americana.
Oltre ai lavori con Madonna, la sua attività comprende collaborazioni con il gruppo Blur, per il quale contribuì all’album 13, e con artisti come U2 e Britney Spears; sul versante pop britannico produsse l’album di debutto solista di Mel C, Northern Star, e nel 2018 partecipò al brano “After All” tratto dall’album Testament delle All Saints. Come solista ha proseguito la produzione discografica fino all’uscita del suo ultimo album, The Painter, nel 2022.
Mel C ha commentato su Instagram definendo un onore aver lavorato con lui e inviandogli affetto, sottolineando così i rapporti personali che Orbit aveva mantenuto con molti colleghi nel corso degli anni.
La memoria del musicista rimane collegata a un punto di svolta nel pop grazie alle sue scelte sonore e alle collaborazioni con nomi di primo piano: il nome di William Orbit continuerà a essere evocato quando si parlerà della fusione tra elettronica e pop alla fine del Novecento e nei primi anni Duemila.
