Negli ultimi giorni il Mediterraneo ha registrato temperature superficiali sopra la norma quasi ovunque, con particolare intensità sui nostri bacini e nel comparto occidentale; boa di Sa Dragonera alle Baleari ha rilevato un valore di 33°C, segno di un mare che sta accumulando calore in modo eccezionale e prolungato.
Mar Mediterraneo più caldo e energia per i sistemi temporaleschi
La presenza di un mare caldo funge da vero e proprio serbatoio di energia per l’atmosfera perché favorisce un aumento del vapore disponibile e quindi dell’acqua precipitabile, condizione che può potenziare i fenomeni estremi, specie con l’avvicinarsi dell’autunno. Nel quadro descritto il Mediterraneo 33°C rappresenta un elemento che modifica l’accoppiata mare-atmosfera, incrementando l’energia a disposizione dei temporali e delle perturbazioni in transito.
Lo spiega anche Edoardo Ferrara di 3bmeteo con parole chiare: «Il temporale si genera con una forte corrente ascensionale, che ne costituisce la linfa. Tanto più l’aria è calda, tanto più risulta leggera e sale dunque verso l’alto. In aggiunta, se l’aria è anche umida, risulta ancora più leggera». Prosegue l’esperto: «Va da sé dunque che le masse d’aria che ci stanno interessando costituiscono un serbatoio di energia enorme per i sistemi temporaleschi, che una volta sviluppati hanno maggiore possibilità di manifestarsi in modo violento con nubifragi, forti raffiche di vento e soprattutto grandine anche di grosse dimensioni».
Caldo notturno, aree urbane e coste sotto stress
Il mix di calore e umidità rende il disagio bio-climatico elevato e rallenta il raffreddamento notturno, con minime che restano su livelli elevati e rendono più difficili le rinfrescate serali: su gran parte del Paese si sono misurate minime di 24-25°C, con valori superiori nelle grandi città e sulle coste dove il mare rilascia calore anche nelle ore notturne. Le coste marchigiane hanno raggiunto punte di 28°C nei valori minimi, mentre tra Reggino e Messinese sono stati rilevati picchi di 29°C, mentre temperature più contenute si osservano solo nei settori interni e nelle vallate appenniniche.
La combinazione di accumulo termico prolungato e umidità elevata alimenta l’instabilità e pone attenzione alle prossime perturbazioni autunnali, con il quadro generale dominato dal fenomeno del Mediterraneo 33°C e dalle sue conseguenze sul clima e sugli eventi estremi.
