La Guardia di Finanza ha apposto ieri mattina a Riccione i sigilli al Grand Hotel di Riccione in esecuzione di un sequestro penale disposto dalla Procura di Rimini. L’operazione è collegata a un’inchiesta che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone, tutte accusate di bancarotta fraudolenta. Al momento dell’intervento, alcuni ospiti dell’albergo sono stati allontanati e ricollocati dall’amministrazione comunale.
Sigilli al Grand Hotel di Riccione
La Procura ha disposto il sequestro di immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 29 milioni di euro, riconducibili alle recenti gestioni della struttura. Nel corso degli accertamenti le Fiamme Gialle hanno eseguito perquisizioni all’interno dell’hotel, con l’ausilio di un cash dog per la ricerca di contanti, e in immobili nelle province di Rimini, Milano, Monza-Brianza e Bari. Le indagini ricostruiscono che la società di gestione, formalmente fallita, avrebbe continuato ad operare la struttura in nero e in gran parte gli ospiti pagavano in contanti.
Ruoli, accuse e gestione della struttura
Fra gli iscritti nel registro degli indagati figura l’ex amministratore Gianni Andreatta, indicato dalla Procura come il soggetto chiave dell’organizzazione. Tutti gli indagati sono accusati di bancarotta fraudolenta. Secondo gli atti citati dall’inchiesta, la società che gestiva l’albergo avrebbe dovuto consegnare l’immobile al curatore nominato dal Tribunale ma non avrebbe ottemperato a tale obbligo, proseguendo invece la gestione irregolare della struttura.
Il passato giudiziario e la storia dell’hotel
La vicenda si innesta su una lunga crisi: il complesso risultava fallito da anni e il Tribunale aveva dichiarato il fallimento dopo l’accumularsi di debiti stimati in 25 milioni di euro. Nel 2022 la struttura fu teatro della morte di un giovane nella piscina, evento che contribuì ad aggravare la situazione economica e giudiziaria. La cronologia e le modalità di gestione emerse negli atti hanno portato alla decisione della Procura di intervenire con il sequestro penale.
Durante l’intervento gli ospiti presenti sono stati avvisati che dovevano lasciare l’albergo; il comune ha provveduto alla ricollocazione temporanea. Le indagini proseguono con accertamenti su flussi finanziari e responsabilità patrimoniali e penali.
Il Grand Hotel di Riccione, progettato da Rutilio Ceccolini e inaugurato il 15 agosto 1929, ha una storia complessa che passa per diverse proprietà e vicende giudiziarie. L’immobile è stato destinato alla vendita giudiziaria e, come riportato negli atti del fallimento, sarà messo all’asta il 23 settembre per una base indicativa di vendita che pare aggirarsi intorno a 24 milioni di euro.
