Le forze dell’ordine hanno registrato oltre 120 feriti tra le forze dell’ordine in Val di Susa negli scontri ai cantieri Tav di San Didero e Chiomonte. A Chiomonte alcune centinaia di manifestanti travisati hanno assaltato l’area di lavoro per più di un’ora lanciando pietre, bulloni, bottiglie di vetro, razzi e bottiglie incendiarie. Gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e idranti, respingendo i gruppi oltre le recinzioni e riprendendo il controllo del perimetro.
Il bilancio aggiornato si è attestato a 124 feriti appartenenti alle forze dell’ordine medicati sul posto o trasportati in ospedale, con contusioni e, in alcuni casi, traumi sotto osservazione. Nel dettaglio: 58 poliziotti, 48 carabinieri e 18 finanzieri. Alcuni reparti hanno riportato più casi di contusioni e punture dovute a oggetti lanciati.
Gli scontri ai cantieri Tav in Val di Susa
Circa 450 manifestanti hanno preso parte alle azioni in Valsusa, con il picco della pressione su Chiomonte. Le ricostruzioni indicano che l’assalto più intenso è durato per oltre sessanta minuti prima che gli agenti ripristinassero la stabilità delle recinzioni del cantiere. La dinamica è al vaglio per separare le condotte dei gruppi travisati da quelle dei partecipanti che non hanno preso parte agli assalti, in vista della definizione delle singole posizioni.
Gli oggetti utilizzati contro gli operatori (pietre, bulloni, bottiglie di vetro, razzi e bottiglie incendiarie) sono stati repertati. Le forze dell’ordine hanno raccolto testimonianze, immagini e materiali sul terreno. Le registrazioni video e le relazioni degli operatori serviranno a mappare strumenti e modalità dell’attacco e a verificare l’origine dei razzi esplosi durante l’assalto.
I cantieri della Tav
I due cantieri colpiti rientrano nelle opere connesse al tunnel di base del Moncenisio e nelle lavorazioni all’aperto del progetto Tav. L’area di San Didero ospita il cantiere per il nuovo autoporto tra San Didero e Bruzolo, su un sito di circa 68mila mq avviato ad aprile 2021. La committenza dell’opera è in capo a Sitaf in cessione di committenza, connessa alle attività di TELT sul corridoio Lyon–Turin. Il progetto prevede cinque aree di parcheggio e manovra, una Truck Station e soluzioni tecniche e impiantistiche per ridurre emissioni e consumi, secondo la documentazione tecnica.
Gli investigatori hanno avviato accertamenti per identificare i partecipanti agli scontri e per acquisire elementi utili a eventuali richieste di misura cautelare. Le responsabilità sono in ricostruzione sulla base dei materiali raccolti sul posto: testimonianze, immagini e reperti verranno analizzati da tecnici di laboratorio e dal personale della Digos per definire responsabilità individuali e di gruppo.
Il commento del movimento No Tav
“Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno. Tutti i cantieri della valle sono stati raggiunti e contestati, i dispositivi previsti dalle forze dell’ordine sono stati raggirati e superati grazie alla determinazione delle tante generazioni scese in piazza oggi”. Così il movimento No Tav al termine di quella che viene definita “una grande giornata di lotta per la Val di Susa”.
Sottolineando che “20.000 persone hanno sfilato per le strade e i sentieri della Val di Susa per opporsi concretamente al progetto, per alzare la testa contro chi ci vorrebbe silenti, per difendere questa nostra terra condannata dall’alto ad essere una zona di sacrificio“, i No Tav ribadiscono che quella di ieri “è stata una giornata piena di significato” in cui “migliaia di persone sono riuscite a raggiungere quello che sembrava essere uno dei fortini più inespugnabili della storia, dimostrando che la Val di Susa e tutt’altro che pacificata“.
“I politicanti di ogni risma devono mettersi il cuore in pace, il Tav è tornato ad essere centrale nelle loro preoccupazioni. Il villaggio di Asterix che pensavano di aver sconfitto è più vivo e combattivo che mai e oggi li ha decisamente battuti. A sarà dùra!”, conclude il movimento richiamando la frase che da sempre accompagna ogni iniziativa di protesta in Valsusa.
