Gli equilibri tra i partiti cambiano poco, ma il possibile ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra potrebbe modificare gli effetti elettorali in modo inatteso. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio Ipsos Doxa realizzato da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, che fotografa una situazione sostanzialmente stabile nelle intenzioni di voto, ma evidenzia anche come le alleanze potrebbero influire sul consenso complessivo dei diversi schieramenti.
Fratelli d’Italia resta primo partito, continua il calo della Lega
La rilevazione conferma Fratelli d’Italia come prima forza politica del Paese con il 26,5% delle preferenze. Il partito guidato da Giorgia Meloni mantiene la leadership, pur registrando un’ulteriore lieve flessione dello 0,5%, dopo il calo dello 0,6% rilevato il mese precedente.
Prosegue invece la fase difficile della Lega, che perde un altro mezzo punto percentuale e scende al 5,1%. Il Carroccio viene così superato non solo da Forza Italia, stabile all’8,3%, ma anche da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che sale al 7,1%, guadagnando 1,1 punti rispetto alla precedente rilevazione e consolidando un vantaggio di due punti sulla Lega.
Nel centrodestra cresce leggermente anche Noi Moderati di Maurizio Lupi, che passa dallo 0,8% allo 0,9%.
Centrosinistra stabile, piccoli movimenti tra i partiti minori
Sul fronte progressista il quadro appare decisamente più stabile. Il Partito Democratico resta fermo al 20,1%, lo stesso dato registrato negli ultimi due mesi, dopo aver toccato il 22,3% alla fine di aprile.
Il Movimento 5 Stelle sale lievemente dal 14,3% al 14,5%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra passa dal 6,2% al 6,3%.
Tra le altre forze politiche si registra una crescita contenuta di Azione, che raggiunge il 3,1%, e di Italia Viva, al 2,3%. In controtendenza +Europa, che perde mezzo punto percentuale e si ferma all’1,4%.
Come cambiano gli equilibri con il sistema proporzionale
Il sondaggio prende in esame anche diversi possibili scenari elettorali. Se si considerasse un sistema proporzionale e si sommassero i consensi dei quattro partiti del centrodestra insieme a Futuro Nazionale, la coalizione arriverebbe al 47,9%.
Senza il partito guidato da Roberto Vannacci, invece, lo stesso schieramento si fermerebbe al 40,8%.
Il centrosinistra, considerando Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa, ma escludendo Azione, raggiungerebbe il 44,6%. In questa simulazione il fronte progressista supererebbe il centrodestra soltanto nel caso in cui Futuro Nazionale decidesse di presentarsi da solo, senza allearsi con gli altri partiti dell’area.
Perché un’alleanza con Vannacci potrebbe costare voti al centrodestra
L’aspetto più interessante evidenziato dall’indagine riguarda però lo scenario di coalizione. Agli intervistati è stato chiesto di esprimersi sulle alleanze così come potrebbero presentarsi alle elezioni, e non soltanto sui singoli partiti.
In questa ipotesi un centrodestra allargato anche a Futuro Nazionale scenderebbe dal 47,9% ottenuto nella simulazione proporzionale al 45,4%, perdendo oltre due punti percentuali. Secondo l’interpretazione riportata dal sondaggio, a pesare sarebbero soprattutto le reazioni di una parte dell’elettorato di Forza Italia e degli stessi sostenitori di Vannacci.
Parallelamente, la coalizione progressista salirebbe fino al 45%, beneficiando probabilmente di una mobilitazione dell’elettorato contraria all’ingresso di Futuro Nazionale nello schieramento di centrodestra.
Come è stato realizzato il sondaggio
L’indagine Ipsos Doxa firmata da Nando Pagnoncelli è stata effettuata tra il 20 e il 23 luglio attraverso 1.000 interviste, realizzate su un campione di 3.949 contatti utilizzando le metodologie Cati, Cami e Cawi. I dati fotografano gli orientamenti di voto del momento e mettono soprattutto in evidenza come, oltre al peso dei singoli partiti, anche la composizione delle coalizioni possa incidere in modo significativo sul consenso finale.
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