Il governo non sta lavorando a una modifica della normativa sulla responsabilità delle aziende che possa limitare le conseguenze per i manager in caso di violazioni sulla sicurezza sul lavoro. A chiarirlo è stata la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone, intervenuta al termine del Consiglio dei ministri dopo le indiscrezioni su un possibile intervento sulla legge 231.
Il ministero del Lavoro, Calderone: “Non c’è nessun fascicolo aperto”
“Il ministero del Lavoro su questo non ha niente nei cassetti e non ha allo studio questa materia”, ha spiegato Calderone, negando che siano in preparazione provvedimenti nella direzione di una cosiddetta “norma salvamanager”.
La ministra ha precisato che il dicastero, pur avendo competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro, non sta valutando interventi che prevedano forme di tutela particolare per i responsabili aziendali in presenza del rispetto di determinati requisiti, con una conseguente limitazione della responsabilità ai soli casi di colpa grave.
“Quando dico che il ministero del Lavoro, che ha competenze in materia di sicurezza sul lavoro, non ha un fascicolo su questo tema, sto dicendo esattamente che non c’è nulla rispetto ad anticipazioni o illazioni che qualcuno può aver fatto”, ha aggiunto.
Il confronto con sindacati e imprese sul lavoro tramite piattaforme digitali
Nel frattempo il ministero si prepara ad avviare il confronto con le parti sociali sul recepimento della direttiva europea dedicata al miglioramento delle condizioni dei lavoratori delle piattaforme digitali.
Calderone ha spiegato che, dopo l’avvio dell’esame preliminare dello schema di decreto legislativo da parte del Consiglio dei ministri, inizierà una fase di dialogo sia con il Parlamento sia con le organizzazioni sindacali e datoriali. Gli incontri, ha riferito, dovrebbero svolgersi entro i primi giorni della settimana successiva.
La direttiva europea entrerà in vigore il 2 dicembre 2026 e, secondo la ministra, l’Italia si trova nei tempi previsti per completarne il recepimento.
Rider e piattaforme, Calderone: “Nessuna decisione affidata solo agli algoritmi”
Uno dei punti centrali del nuovo quadro normativo riguarda il ruolo degli algoritmi nella gestione dei lavoratori delle piattaforme digitali. Calderone ha assicurato che le decisioni più importanti sul rapporto di lavoro non potranno essere affidate esclusivamente ai sistemi automatizzati.
“Alla base delle valutazioni c’è la persona”, ha sottolineato la ministra, spiegando che nessun algoritmo potrà decidere senza adeguate spiegazioni, supervisione e possibilità di revisione da parte di un essere umano su aspetti rilevanti come il compenso o la chiusura di un account.
Saranno inoltre tutelati i dati sensibili dei lavoratori, che non potranno essere utilizzati senza adeguate garanzie.
La presunzione di subordinazione per i lavoratori delle piattaforme
Tra le principali novità indicate da Calderone c’è la presunzione legale di subordinazione per i rapporti tra piattaforme digitali e lavoratori quando emergano elementi di direzione e controllo.
La ministra ha spiegato che il principio è in linea con quanto già previsto dal decreto del primo maggio: il rapporto viene considerato subordinato quando, sulla base dei fatti e anche dell’utilizzo di sistemi automatizzati di monitoraggio e decisione, risultano presenti caratteristiche tipiche del controllo da parte della piattaforma. Spetterà poi alla piattaforma fornire eventualmente la prova contraria.
Secondo Calderone, il recepimento della direttiva non sarà una semplice trasposizione delle norme europee, ma la costruzione di un modello nazionale coerente anche con l’AI Act e con la legge italiana sull’intelligenza artificiale.
Sicurezza sul lavoro e intelligenza artificiale: nuovi rischi nella valutazione
Il nuovo impianto normativo prevede anche un aggiornamento sul fronte della sicurezza. I rischi collegati ai sistemi automatizzati, compresi quelli di natura psicosociale ed ergonomica, entreranno formalmente nella valutazione dei rischi prevista dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro.
Per la ministra si tratta di un tassello di una strategia più ampia che punta a unire diverse priorità: salario equo, contrasto al caporalato digitale e maggiore protezione per chi lavora nell’economia delle piattaforme, evitando però di introdurre obblighi duplicati per le imprese.
L’obiettivo dichiarato dal governo, ha concluso Calderone, è costruire un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei lavoratori, mantenendo centrale il ruolo umano nelle decisioni che incidono sulla vita professionale delle persone.
