La vittoria ai Mondiali 2026 ha consacrato Marc Cucurella come uno dei simboli della nuova Spagna campione del mondo. Ma, per il difensore del Chelsea, uno dei percorsi più importanti della sua vita è stato vissuto lontano dagli stadi e dai riflettori.
In “Married to the Game”, la docuserie di Prime Video che racconta la vita privata di alcuni protagonisti del calcio internazionale, Cucurella e la moglie Claudia Rodríguez hanno deciso di aprire le porte della loro famiglia, condividendo il percorso affrontato dopo la diagnosi di disturbo dello spettro autistico del figlio maggiore Mateo. Una scelta nata dal desiderio di aiutare altre famiglie che stanno vivendo la stessa esperienza e di contribuire a diffondere una maggiore conoscenza dell’autismo.
Il racconto di Marc Cucurella e della moglie
Nel documentario, la coppia ripercorre i mesi che hanno preceduto la diagnosi. Mateo era ancora molto piccolo quando i genitori hanno iniziato a notare alcuni segnali che li hanno spinti a chiedere un parere medico: il linguaggio tardava a svilupparsi, il contatto visivo era limitato e alcuni comportamenti apparivano diversi rispetto a quelli dei coetanei.
È iniziato così un lungo percorso di visite specialistiche che ha portato alla diagnosi di autismo. Claudia Rodríguez ha raccontato di aver vissuto quel periodo con grande smarrimento, cercando risposte e informazioni per comprendere cosa stesse succedendo al figlio. Nel documentario spiega di essersi documentata a lungo e di aver cercato testimonianze di altre famiglie prima ancora di avere una conferma ufficiale.
Anche Marc Cucurella parla apertamente dell’impatto emotivo di quel momento. Il difensore racconta come la diagnosi abbia cambiato profondamente il modo di vivere la genitorialità, insegnando alla famiglia ad affrontare ogni giornata con una prospettiva diversa e a celebrare ogni piccolo progresso del figlio come un traguardo importante.
“Ogni bambino ha i suoi tempi”
Oggi Mateo continua il proprio percorso con il supporto di specialisti e attraverso un programma educativo costruito sulle sue esigenze. Per Cucurella e Claudia, però, il risultato più importante non è raggiungere obiettivi prestabiliti, ma permettere al figlio di crescere felice, rispettando i suoi tempi e le sue caratteristiche.
La coppia ha spiegato di aver scelto di raccontare pubblicamente la propria esperienza proprio perché, nei momenti più difficili, avrebbe voluto trovare più testimonianze come la loro. L’obiettivo è offrire un messaggio di vicinanza ai genitori che stanno affrontando una diagnosi simile e contribuire a normalizzare il dialogo sull’autismo, ancora oggi spesso accompagnato da stereotipi e disinformazione.
Negli anni, il racconto della famiglia Cucurella è stato accolto con grande affetto da migliaia di tifosi e genitori, che hanno ringraziato il calciatore e la moglie per aver mostrato senza filtri una parte così intima della loro vita.
Una testimonianza che continua a sensibilizzare
La storia di Marc Cucurella e Claudia Rodríguez continua ancora oggi a essere condivisa da associazioni, fondazioni e pagine impegnate nella sensibilizzazione sul disturbo dello spettro autistico. La loro testimonianza viene spesso indicata come un esempio di come la visibilità di personaggi pubblici possa contribuire a combattere lo stigma e a favorire una maggiore consapevolezza.
Visualizza questo post su Instagram
In un momento in cui il difensore spagnolo è tornato sotto i riflettori grazie al trionfo mondiale della Spagna, il suo racconto ricorda che alcune delle vittorie più importanti non arrivano su un campo da calcio, ma nella vita di tutti i giorni, affrontando con coraggio le sfide della propria famiglia.
