La Commissione europea ha inflitto ad AliExpress una multa da 550 milioni di euro. Il provvedimento chiude il filone dell’indagine sulla valutazione e mitigazione dei rischi legati alla vendita sulla piattaforma di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti, aperta il 14 marzo 2024. La società dovrà presentare un piano d’azione con misure correttive entro il 20 ottobre, con la possibilità di penalità periodiche in caso di inadempienza.
Nella decisione si legge che l’importo è stato commisurato anche alla durata delle carenze riscontrate e all’ampiezza del mercato interessato. L’esecutivo di Bruxelles ha dettagliato una serie di violazioni sistemiche che, a suo giudizio, hanno consentito la circolazione e la promozione di merci contestate sulla piattaforma prima che fossero rimosse.
La multa da 550 milioni ad AliExpress
Secondo la Commissione, AliExpress non ha valutato in modo adeguato il rischio di diffusione di prodotti illeciti o pericolosi e ha sovrastimato l’efficacia degli strumenti usati per individuarli e rimuoverli. Tra i rilievi figura la mancanza di un bilancio realistico tra il numero di moderatori e il volume di inserzioni potenzialmente illecite da verificare, l’affidamento a indicatori ritenuti insufficienti e l’insufficiente prevenzione della riapparizione di articoli in forme simili dopo la rimozione.
Bruxelles contesta inoltre che gli algoritmi di raccomandazione e gli spazi pubblicitari online abbiano continuato a promuovere prodotti già segnalati prima dell’intervento, indicando carenze sia negli strumenti umani sia in quelli automatizzati di rilevazione. Nel provvedimento è richiamata l’esigenza di una capacità di monitoraggio proporzionata al rischio e di meccanismi efficaci per evitare che vendite vietate si ripresentino con varianti minime.
Venditori recidivi, marchi e controlli eludibili
Nel documento si evidenzia un sistema di rilevamento che avrebbe permesso la permanenza online di merci contraffatte e prodotti non sicuri nonostante precedenti segnalazioni o intercettazioni. La Commissione sottolinea la mancata applicazione di sanzioni efficaci nei confronti dei venditori recidivi, che avrebbero continuato a operare, e controlli considerati facilmente aggirabili tramite classificazioni errate delle merci.
Anche il sistema di autorizzazione dei marchi introdotto da AliExpress per contrastare la contraffazione è stato giudicato inefficace: verifiche e personale sarebbero risultati insufficienti, consentendo elusioni ricorrenti da parte dei venditori. Bruxelles richiama la necessità di procedure di rimozione più rapide e di strumenti per impedire la riapertura di account o la riproposizione degli stessi articoli con schede modificate di poco.
La replica di AliExpress e i passaggi successivi
AliExpress ha reagito con una nota: “Non siamo d’accordo con la decisione odierna e con la sanzione sproporzionata che non riflette adeguatamente il nostro quadro normativo consolidato e i significativi miglioramenti proattivi che abbiamo apportato“. La piattaforma ha aggiunto di stare “esaminando attentamente la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili“, ribadendo l’impegno a rispettare gli obblighi e citando «le risorse considerevoli» investite nella valutazione dei rischi, nella sicurezza dei prodotti e nella tutela dei consumatori.
