19 luglio 2026 – Hotel, resort, vie, associazioni e persone “fidate”: sono alcune delle informazioni richieste dal questionario “Turisti Sionisti” comparso online per poche ore e intitolato alla “mappatura del turismo sionista in Italia”. Il modulo, poi rimosso, invitava gli utenti a segnalare la presenza di cittadini israeliani e presunti militari in vacanza. La sua diffusione ha provocato la reazione della Comunità ebraica di Milano e di diversi esponenti politici.
Turisti sionisti, cosa chiedeva il questionario anonimo
Nel testo di presentazione si spiegava che il modulo serviva a registrare casi di turismo, compravendite e presunte forme di neo colonizzazione sionista nel nostro Paese. Le informazioni raccolte, secondo quanto dichiarato dall’autore, sarebbero state trasmesse al Global Sumud Movement e utilizzate per “coordinare eventuali iniziative”.
Il questionario chiedeva se, in una determinata zona, fosse stata notata la presenza di turismo legato alla “decompressione di soldati sionisti”, a compravendite immobiliari oppure a eventi istituzionali. Seguivano domande sulla località interessata, sulle strutture ricettive e sull’esistenza di associazioni territoriali attive sul tema.
L’autore precisava che lo scopo non fosse profilare le persone sulla base della nazionalità o della religione. Tuttavia, il modulo domandava di indicare luoghi, attività economiche, fonti e persone ritenute affidabili, con l’obiettivo dichiarato di “identificare” il fenomeno.
Non è stato possibile accertare chi abbia creato il questionario. Anche il riferimento al Global Sumud Movement non risulta provato: i rappresentanti italiani dell’organizzazione, interpellati da Repubblica, hanno disconosciuto l’iniziativa.
“Non facciamo nessuna caccia agli ebrei e non sappiamo niente di questo questionario”, hanno spiegato, aggiungendo di non averlo commissionato né visionato prima della sua rimozione. Il movimento ha annunciato di volersi riservare eventuali iniziative.
Turisti sionisti, la reazione di Meghnagi
La reazione più dura è arrivata da Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano. “Io penso che stiamo tornando agli anni Trenta, alla caccia all’ebreo. Mappare dove ci sono gli ebrei è gravissimo“, ha dichiarato, chiedendo l’intervento della magistratura.
Secondo Meghnagi, il rischio è che una simile raccolta di informazioni possa alimentare minacce o azioni violente. “Se un italiano va in vacanza in Italia, è il colmo che venga segnalato”, ha aggiunto.
Il sottosegretario Alessandro Morelli ha definito il questionario “aberrante” e si è detto pronto a presentare una denuncia contro ignoti. “I responsabili non devono rimanere impuniti”, ha affermato, invitando tutte le forze politiche a condannare l’iniziativa.
Sinistra per Israele: “Criticare il governo è legittimo, schedare no”
Anche Sinistra per Israele, associazione presieduta dall’ex deputato del Pd Emanuele Fiano, ha chiesto alle autorità di indagare. In una nota, l’organizzazione ha sottolineato la differenza tra la critica alle politiche del governo israeliano e la raccolta di dati su persone, proprietà e attività economiche.
“Criticare il governo israeliano e denunciare eventuali reati è pienamente legittimo“, si legge. In presenza di fatti specifici, però, occorre rivolgersi alle autorità competenti. Trasformare il soggiorno di cittadini israeliani o i loro rapporti economici in indizi di una presunta “colonizzazione occulta” rischia invece, secondo l’associazione, di riprodurre un meccanismo antisemita.
Il riferimento alla “decompressione” nasce dalle polemiche esplose nel 2025 sulla presenza in Sardegna e nelle Marche di gruppi di cittadini israeliani, alcuni dei quali indicati come appartenenti all’Idf. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi spiegò allora che non esistevano accordi tra Italia e Israele per ospitare militari, ma che erano stati predisposti servizi di sicurezza a tutela di persone considerate a rischio. La vicenda era arrivata anche in Parlamento attraverso un’interrogazione del Movimento 5 Stelle.
Al momento, dunque, l’unico dato accertato riguarda la circolazione temporanea del questionario e la sua successiva cancellazione.
