“Contro sfratti, sgomberi, speculazione e corruzione”: è questo uno degli slogan scelti dai manifestanti che si sono radunati oggi pomeriggio a Milano, davanti a Palazzo Marino, per protestare contro “un modello di sviluppo urbano fondato sulla speculazione immobiliare e finanziaria”, dove gli affitti aumentano e “la casa viene trasformata in una merce”, mentre gli spazi sociali e le occupazioni abitative sono soggette a sfratti, come dimostra il recente sgombero del Socs26 all’interno dell’Università Statale. “Milano è una città invivibile, dove il suolo pubblico continua a essere svenduto a privati che tirano su le loro torri d’avorio, mentre le case popolari sono vuote e cadono a pezzi”, spiega un’attivista del Cantiere che chiede di restare anonima. “Non ci sono solo gli sgomberi abitativi, ma anche gli sgomberi sociali”, aggiunge Massimo Aliprandini, della Lega obiettori di coscienza. “Dieci centri sociali sono sotto attacco con lo stesso sistema usato per il Leoncavallo, dove la multa rappresenta un cavallo di Troia per poter fermare la socialità”. La manifestazione è stata promossa da centri sociali e dall’Assemblea cittadina di lotta per la casa: in segno di protesta contro le politiche abitative di governo e Comune, durante il presidio alcuni manifestanti hanno scaricato fuori da Palazzo Marino detriti e pezzi di mattoni, per poi sfilare con un breve corteo fino a piazza Duomo. Non si sono registrati momenti di tensione con le forze dell’ordine.