Si chiamava Tiziana De Micheli, aveva 56 anni ed era una stimata manager dell’area Ricerca e Sviluppo di Barilla. La donna è morta domenica 12 luglio dopo aver accusato un malore durante un’immersione nelle acque di San Fruttuoso di Camogli, all’interno dell’Area marina protetta di Portofino. La Procura di Genova ha aperto un’indagine e disposto il sequestro dell’attrezzatura subacquea, mentre sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso.
Il malore durante la seconda immersione
De Micheli si trovava in Liguria insieme al marito Michele Morbarigazzi per frequentare un corso sub di primo livello organizzato dal circolo Sub Parma. Dopo una prima immersione effettuata il giorno precedente nella Baia di San Fruttuoso, domenica il gruppo era tornato in mare nella zona compresa tra Punta della Torretta e Cala dell’Oro.
Secondo le prime ricostruzioni, una volta raggiunta una profondità di circa 10 metri, la manager avrebbe iniziato ad accusare un malore, richiamando l’attenzione dell’istruttore. Riportata immediatamente in superficie, ha perso conoscenza non appena risalita sull’imbarcazione. Inutili i tentativi di rianimazione eseguiti prima dall’istruttore e poi dai sanitari del 118 intervenuti al porto di Camogli.
Chi era Tiziana De Micheli
Nata nel 1970, De Micheli era laureata in Biofisica all’Università di Parma, dove aveva conosciuto il futuro marito. Lavorava da anni in Barilla, ricoprendo un ruolo manageriale nell’area Ricerca e Sviluppo, ed era considerata una figura di riferimento all’interno dell’azienda. Era sposata e madre di due figli, di 17 e 15 anni.
Accanto all’attività professionale, era impegnata anche nel volontariato come donatrice di sangue del gruppo Fidas Barilla, impegno per il quale era molto conosciuta e apprezzata anche fuori dall’ambiente lavorativo.
L’inchiesta della Procura
La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per accertare le cause della morte. Gli investigatori della Capitaneria di Porto hanno sequestrato l’attrezzatura utilizzata durante l’immersione e stanno ricostruendo le varie fasi dell’incidente.
Dai primi accertamenti non sarebbero emerse anomalie nell’equipaggiamento. L’ipotesi principale resta quella di un malore improvviso, ma sarà l’esame autoptico a stabilire se il decesso sia stato provocato da una patologia preesistente, da un problema legato all’immersione o da altri fattori.
