I modelli dell’Organizzazione mondiale della Sanità indicano che l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è più ampia dei registri ufficiali.
Da Ginevra, il direttore per le emergenze Chikwe Ihekweazu ha spiegato che «la portata dell’epidemia sia almeno da due a quattro volte superiore» ai casi rilevati. L’epidemia è stata dichiarata dalle autorità congolesi il 15 maggio.
I dati ufficiali del Paese parlano di oltre 1.960 contagi e più di 700 decessi dall’inizio dell’epidemia. Secondo i registri congolesi, questa ondata rientra tra le più consistenti per numero di casi e mortalità nel Paese. Oltre il 90% dei casi è stato identificato nella provincia mineraria dell’Ituri, area segnata da episodi di violenza armata. Le autorità segnalano focolai collegati a decessi in Ituri e casi in altre quattro province e nel confinante Uganda.
Stime e quadro dei contagi da virus Ebola
«Questa è ormai la terza più grande epidemia di Ebola di sempre; abbiamo assistito alla crescita più rapida in un solo mese dall’inizio dell’epidemia», ha detto Ihekweazu. L’Oms ha diffuso stime modellistiche che suggeriscono un numero di casi da due a quattro volte superiore a quelli accertati e continua il monitoraggio sul campo.
Le autorità della Repubblica Democratica del Congo aggiornano i registri dei casi e confermano che i focolai restano concentrati soprattutto in Ituri, con segnalazioni anche da altre province e dal vicino Uganda. L’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha indicato che l’entità reale potrebbe essere molto più ampia rispetto alla sorveglianza in corso, mentre i servizi sanitari locali tracciano i collegamenti tra decessi e nuovi cluster nella provincia mineraria.
Il quadro che emerge combina cifre ufficiali in crescita e proiezioni modellistiche più alte: per l’Oms, la distanza tra casi rilevati e casi reali resta significativa, e il perimetro geografico si estende oltre l’Ituri pur mantenendo lì il baricentro dell’epidemia.
