Il Club Italia sta chiudendo la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale: Giovanni Malagò ha affidato la regia a Paolo Maldini, con Leonardo come advisor, e l’annuncio è atteso entro venerdì. La procedura prevede prima la nomina del direttore tecnico e poi quella del ct, con le interlocuzioni che si svolgono in prevalenza via videocall. Sui quotidiani sportivi la corsa si gioca tra Roberto Mancini e Andrea Pirlo, mentre Antonio Conte arretra rispetto alle scorse settimane e resta come suggestione — giudicata «pazza» — l’ipotesi Pep Guardiola.
Le ipotesi tecniche: Mancini e Pirlo in testa
Il Corriere dello Sport ha spinto su Roberto Mancini: per Edmondo Pinna, il tecnico di Jesi è «a un passo» dalla short list, con il quotidiano che lega il suo nome ai movimenti del suo entourage e che riferisce come Lele Oriali avrebbe già dato la disponibilità a lavorare con Mancini in Nazionale. La Gazzetta dello Sport ha ribaltato l’ordine: «Andrea è in pole», scrive Guglielmo Buccheri, sostenendo che Pirlo sia gradito a Maldini e a Leonardo, oltre che al presidente federale. Entrambi i quotidiani collocano Conte in una posizione meno solida rispetto a poche settimane fa e segnalano la medesima «idea Guardiola» come elemento di discussione, pur giudicandola improbabile.
Il confronto sulle prime pagine riflette un bivio tecnico: da un lato un profilo già affermato come Mancini, dall’altro un tecnico emergente come Pirlo. La convergenza su questi due nomi non esclude altre ipotesi di lavoro, ma delimita il campo delle priorità con cui il Club Italia si muove nelle ultime ore.
Regole e metodo nel Club Italia
Giovanni Malagò ha ridefinito l’iter decisionale: prima il direttore tecnico, poi il commissario tecnico. Sul piano operativo il dossier è stato affidato a Paolo Maldini, con Leonardo nel ruolo di advisor. In un’intervista a Dazn, Maldini ha rivendicato il nuovo corso e ha chiarito di non voler essere un rivoluzionario, definendo il progetto come quello di «un innovatore». Ha aggiunto di non aver contattato allenatori prima dei colloqui con Malagò e Leonardo.
La netta separazione tra funzione tecnica e funzione politica, con il dt titolare di margini decisionali concreti, è un dato operativo destinato a incidere. Questa configurazione, diversa dalla prassi precedente, spiega perché profili eterogenei — un tecnico affermato come Mancini, un emergente come Pirlo o un nome internazionale come Guardiola — possano coesistere nella short list senza che la decisione sia già tracciata. Le cronache ricordano inoltre che Maldini e Mancini non hanno mai avuto «un feeling speciale», dettaglio che alcuni additano come possibile fattore di frizione nelle fasi finali.
Tempi, short list e prossimi passi
La short list risulta pronta e le posizioni con i candidati si stanno definendo soprattutto su aspetti tecnici, più che politici. Le interlocuzioni proseguono via videocall, in coerenza con la strategia di costruire un perimetro condiviso prima di avviare eventuali trattative individuali. Le dichiarazioni sulle prime pagine suggeriscono due linee: il ritorno a un profilo già affermato oppure la scommessa su un tecnico con un grande passato da giocatore ma con meno esperienza da ct.
Restano da completare le verifiche operative: conferme di disponibilità, definizione dei dettagli contrattuali e via libera formale delle strutture federali. In parallelo, il Club Italia ha fissato un passaggio pubblico a fine mese: il 23 luglio a Milano i vertici illustreranno il progetto alle società di Serie A. È la tappa in cui il disegno tecnico verrà presentato ai club, mentre sul tavolo della Nazionale l’orizzonte immediato resta l’annuncio del ct atteso entro venerdì.
Il calendario ufficiale conferma l’appuntamento: il 23 luglio, nel capoluogo lombardo, i dirigenti del Club Italia esporranno il progetto alle società di Serie A, chiudendo il mese con un quadro operativo definito e già condiviso con la Lega.
