Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open a Melbourne, completando in finale contro Daniil Medvedev una rimonta che vale il titolo. Il match si è chiuso in cinque set con il punteggio 3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3 dopo oltre tre ore e mezza. Attorno a lui ha lavorato un gruppo di otto professionisti guidato dai coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi, che lo stesso team indica come parte integrante del percorso tecnico e fisico.
La vittoria, arrivata in rimonta dopo due set di svantaggio, ha rafforzato il ruolo dello staff come riferimento per gli aspetti tecnici, fisici e mentali durante l’intera stagione. La struttura del gruppo, definita e stabile, è la cornice in cui Sinner ha gestito carichi, adattamenti e recuperi nel corso del torneo, fino al quinto set deciso a suo favore.
Il gruppo tecnico attorno a Sinner
Il lavoro in panchina è coordinato da due figure centrali. Simone Vagnozzi è l’allenatore di campo, presente a bordo campo durante i match e responsabile dell’operatività quotidiana. Darren Cahill svolge la funzione di supervisore tecnico, con compiti di integrazione e rifinitura del lavoro giornaliero. All’interno dello staff si attribuisce alla coppia un peso specifico nella trasformazione del gioco di Sinner e nella sua capacità di rientrare dopo i primi due set persi contro Medvedev.
Accanto all’area tecnica si collocano gli specialisti. Il fisioterapista Giacomo Naldi è entrato nel gruppo dopo l’autunno 2022, quando Sinner lo ha incontrato a Casalecchio per il recupero da un infortunio alla caviglia. In precedenza Naldi aveva lasciato la Virtus Bologna per unirsi al team. A proposito di Sinner ha detto: «Lui è un ragazzo terra terra, educato, piacevole, rispettoso e gran lavoratore».
La preparazione atletica e l’alimentazione sono affidate a Umberto Ferrara, che ha seguito l’evoluzione fisica del tennista con cicli mirati a sostenere più incontri ravvicinati. In un’intervista Ferrara ha dichiarato: «Jannik oltre ad essere un tennista di livello elevatissimo, e questo è sotto gli occhi di tutti, è come prima cosa un ragazzo speciale. Onestamente senza voler fare paragoni con tutti i tennisti che ho allenato lui è veramente qualcosa di diverso. Una dedizione al lavoro, una semplicità e un approccio alle cose della vita molto onesto. È un piacere stare con lui anche fuori del tennis».
Nello staff è presente anche l’osteopata Andrea Cipolla, collaboratore di lunga data di Vagnozzi e figura di riferimento per trattamenti e mantenimento della condizione. Il suo intervento si integra con fisioterapia e preparazione, con l’obiettivo di prevenire sovraccarichi e ottimizzare i tempi di recupero tra una partita e l’altra.
Metodo, preparazione e supporto mentale
Il lavoro sulle reazioni in gara e sulla gestione della pressione è affidato al medico dello sport Riccardo Ceccarelli, entrato nello staff nel 2020 anche grazie a contatti professionali con l’ambiente tecnico. Ceccarelli ha un’esperienza maturata con piloti di Formula 1 e team della MotoGP e dirige il centro Formula Medicine a Viareggio. Il suo approccio, applicato al tennis, combina protocolli di controllo dello stress, esercizi di attenzione e monitoraggi in grado di restituire feedback chiari all’atleta.
Con riferimento al perimetro del mental coaching, Ceccarelli ha spiegato: «La cosa è importante che l’allenatore mentale non diventi la stampella per chi “zoppica”: se l’atleta ha bisogno di un supporto psicologico ad ogni partita significa che è debole. La personalità forte è quella che ha pochissime persone intorno. Cerca l’essenziale. Come Sinner».
Nel quadro complessivo, lo staff è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi anni, con compiti e responsabilità definiti: Cahill come raccordo tecnico e Vagnozzi nell’operatività di campo; Naldi nella gestione del recupero e della prevenzione; Ferrara tra preparazione e nutrizione; Cipolla sul piano osteopatico; Ceccarelli su quello mentale e medico-sportivo. Questa organizzazione ha accompagnato il salto di Sinner verso i livelli di vertice e ha contribuito a sostenere la qualità della prestazione nelle fasi decisive.
L’assetto condiviso tra allenatori, staff sanitario e preparatori si è tradotto a Melbourne in interventi puntuali tra un set e l’altro e in una pianificazione che il team indica come parte integrante del percorso tecnico e fisico. Il risultato è arrivato con una partita chiusa al quinto set e una sequenza in rimonta che ha richiesto gestione dello sforzo e lettura tattica coerente con il lavoro svolto.
Sinner ha festeggiato il titolo insieme agli otto membri dello staff: i coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi, il fisioterapista Giacomo Naldi, il preparatore Umberto Ferrara, l’osteopata Andrea Cipolla e il medico-mental coach Riccardo Ceccarelli. Un gruppo confermato nei ruoli, diventato riferimento operativo attorno al campione degli Australian Open.
