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Ungheria, il Parlamento verso la destituzione del presidente Tamás Sulyok

La maggioranza guidata dal premier Péter Magyar punta a rimuovere il capo dello Stato con una modifica costituzionale. Sulyok respinge le accuse e parla di un attacco alle istituzioni

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Ungheria, il Parlamento verso la destituzione del presidente Tamás Sulyok

Ungheria, il Parlamento verso la destituzione del presidente Tamás Sulyok

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

L’Assemblea nazionale ungherese si prepara a votare la modifica costituzionale che porterà alla destituzione del presidente della Repubblica Tamás Sulyok, nominato nel 2024 durante il governo di Viktor Orbán. L’iniziativa è stata promossa dal nuovo premier Péter Magyar, che dopo la vittoria alle elezioni di aprile ha avviato un ampio programma di riforme per smantellare le strutture di potere ereditate dal precedente esecutivo.

Perché il governo vuole rimuovere Sulyok

Secondo il governo, Sulyok avrebbe perso la fiducia necessaria per ricoprire il ruolo di capo dello Stato. Nel testo della riforma si parla di una “grave perdita di fiducia”, mentre Magyar ha più volte definito il presidente “un burattino di Orbán”, accusandolo di aver favorito il progressivo indebolimento delle istituzioni democratiche durante i sedici anni di governo dell’ex premier.

Pur avendo un ruolo prevalentemente rappresentativo, il presidente della Repubblica in Ungheria può rinviare le leggi al Parlamento o sottoporle al controllo della Corte costituzionale. Secondo l’esecutivo, la permanenza di Sulyok rischierebbe quindi di rallentare il programma di riforme avviato dalla nuova maggioranza.

Cosa prevede la riforma costituzionale

La modifica stabilisce che il mandato di Tamás Sulyok termini immediatamente con l’entrata in vigore della legge. Se il presidente non dovesse firmarla entro cinque giorni, il Parlamento potrà avviare una procedura di impeachment. Contestualmente, l’Assemblea eleggerà un nuovo capo dello Stato che resterà in carica fino all’adozione della nuova Costituzione o, al massimo, per cinque anni.

Il pacchetto di riforme comprende anche altre modifiche istituzionali, tra cui il limite di 12 anni al mandato dei parlamentari e ulteriori interventi sul funzionamento degli organi costituzionali, presentati dal governo come strumenti per rafforzare la democrazia e riequilibrare i poteri dello Stato.

Le proteste dell’opposizione e la difesa di Sulyok

La proposta ha suscitato forti critiche da parte del partito Fidesz e degli alleati dell’ex premier Viktor Orbán. Nei giorni scorsi migliaia di persone hanno manifestato davanti al Palazzo presidenziale di Budapest per chiedere che Tamás Sulyok resti in carica, denunciando quella che considerano una rimozione motivata da ragioni politiche.

Sulyok ha respinto le accuse di parzialità e ha chiesto il coinvolgimento della Commissione di Venezia, organo consultivo del Consiglio d’Europa in materia costituzionale, per valutare la legittimità della riforma. La Commissione ha avviato un esame del provvedimento, ma non si è ancora espressa nel merito.

Un nuovo capitolo dopo l’era Orbán

La destituzione del presidente rappresenta uno dei passaggi più significativi del programma politico di Péter Magyar, arrivato al governo dopo aver posto fine ai sedici anni di leadership di Viktor Orbán. Grazie alla maggioranza dei due terzi ottenuta in Parlamento, il nuovo esecutivo dispone infatti dei numeri necessari per modificare la Costituzione e intervenire sugli assetti istituzionali costruiti durante il precedente governo.

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