Oliver Blume, amministratore delegato di Volkswagen, ha escluso la chiusura degli stabilimenti del gruppo in Germania in un’intervista a Bild. Ha indicato come priorità il taglio dei costi e la razionalizzazione del portafoglio modelli, definendoli “soluzioni più intelligenti” rispetto allo stop degli impianti. La precisazione è arrivata dopo settimane di indiscrezioni su possibili chiusure che avevano innescato la reazione del sindacato dei metalmeccanici tedesco.
Volkswagen, “Nessuna chiusura in Germania”
Blume ha impostato la rotta sull’efficienza senza mettere sul tavolo l’ipotesi di chiudere siti produttivi. L’obiettivo dichiarato è aumentare la redditività per veicolo agendo su materie prime, processi industriali, logistica e sviluppo prodotto, e sfruttando la produzione su scala: volumi maggiori per singolo modello permettono di distribuire i costi fissi su più unità e ridurre il costo medio. Il ceo ha ricordato che lo scorso anno Volkswagen ha ridotto i costi negli stabilimenti tedeschi di un quinto, risultato definito un “grande progresso“. Non ha però fornito una lista di modelli interessati né i nomi degli stabilimenti coinvolti nelle misure di ottimizzazione.
La semplificazione dell’offerta punta a concentrare investimenti e volumi sui modelli con margini più solidi, con l’obiettivo di ridurre la complessità produttiva e migliorare la redditività complessiva. In questa logica, la scala resta una leva chiave: consolidare piattaforme e componenti, elevare i volumi per modello e contenere la varietà evitano dispersioni di capitale e tempi di sviluppo più lunghi. Blume ha ribadito che la riorganizzazione di gamma e processi non implica un ridimensionamento della presenza industriale in Germania.
Priorità all’efficienza
L’impostazione operativa tocca i principali centri di costo: approvvigionamenti e prezzi delle materie prime, efficienza dei cicli produttivi, flussi logistici e disegno dei prodotti. L’azienda punta a tradurre questi interventi in un miglioramento misurabile del margine per vettura, senza interventi traumatici sulla rete di stabilimenti nazionali.
Il messaggio è stato indirizzato anche alla rappresentanza dei lavoratori, dopo che le voci di chiusure avevano sollevato critiche nel fronte sindacale. La scelta di intervenire pubblicamente a Bild di domenica ha chiarito la posizione del gruppo di fronte a dipendenti, investitori e fornitori: priorità all’efficienza, non a chiusure di impianti.
