Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani, ex emiro del Qatar, è morto a Doha il 12 luglio 2026. L’Amiri Diwan ha annunciato in una nota che la scomparsa è avvenuta «questa mattina». Aveva 74 anni e ha guidato il Paese dal 1995 al 2013, periodo in cui ha fondato la Qatar Investment Authority e ha sostenuto la nascita e il finanziamento di Al Jazeera.
Sotto la sua guida il Qatar ha monetizzato i giacimenti di gas, accumulando liquidità e creando un fondo sovrano con cui ha acquistato asset strategici all’estero. Durante il suo governo Doha ha inoltre ospitato basi militari straniere e avviato iniziative diplomatiche che hanno aumentato il peso internazionale dello Stato.
Il fondo sovrano e le partecipazioni all’estero
La Qatar Investment Authority ha firmato negli anni acquisizioni e ingressi in gruppi europei. Tra le partecipazioni citate nelle ricostruzioni pubbliche figurano il Paris Saint‑Germain, il Royal Monceau e quote in gruppi come Lagardère. Secondo le stime ricorrenti nelle analisi, il fondo ha realizzato investimenti valutati mediamente tra i 15 e i 25 miliardi di euro l’anno, consolidando la presenza di Doha in settori chiave come finanza, immobiliare e media.
Abdicazione del 2013 e ruolo pubblico dopo il trono
Hamad ha abdicato il 25 giugno 2013 in favore del figlio Tamim bin Hamad Al Thani, oggi emiro. Dopo la transizione ha mantenuto un ruolo pubblico con il titolo onorifico di «Padre Amir». Il suo contributo alla trasformazione economica e mediatica del paese è rimasto oggetto di analisi politiche e giornalistiche.
Nel solco della politica estera promossa durante il suo mandato, il Qatar ha costruito alleanze e affrontato tensioni regionali: ha rafforzato legami con paesi come Iran e Turchia e ha creato canali d’influenza attraverso investimenti e media. Hamad lascia documenti politici e strutture economiche che continuano a definire la posizione internazionale del Qatar. L’abdicazione e la transizione del 2013 restano i riferimenti cronologici certi del suo passaggio di potere.
