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Sassari, frode fiscale da 20 milioni con scontrini falsi: sequestri per 2 milioni

Sette società di Sassari, gestite da cittadini di origine cinese, sotto sequestro per oltre 2 milioni di euro.

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Sassari, frode fiscale da 20 milioni con scontrini falsi: sequestri per 2 milioni

Sassari, frode fiscale da 20 milioni con scontrini falsi: sequestri per 2 milioni

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

La Guardia di finanza del Comando provinciale di Sassari ha ricostruito una frode fiscale basata su scontrini falsi, coinvolgendo sette società della città per oltre 20.000.000 di euro di ricavi non dichiarati. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Sassari, si è chiusa con un sequestro preventivo richiesto dai pm ed emesso dal gip del Tribunale di Sassari. I finanzieri hanno eseguito il decreto, finalizzato alla confisca anche per equivalente, su conti correnti, immobili, terreni, autovetture e partecipazioni societarie per un valore complessivo superiore a 2.000.000 di euro.

Come funzionava il doppio binario degli scontrini

Le verifiche tecniche e la ricostruzione contabile hanno evidenziato un meccanismo ripetuto in più punti vendita: alle transazioni effettuate con carte o bancomat corrispondeva il regolare scontrino fiscale con il logo “RT”, mentre per i pagamenti in contanti veniva rilasciato un documento gestionale privo del logo ministeriale. Quest’ultimo, simile nella grafica a un titolo fiscale legittimo, non era collegato ai registratori telematici e non alimentava la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. La prassi ha prodotto una discrepanza sistematica tra le registrazioni delle vendite tracciate e quelle in cassa contanti, con omissioni di imponibile e corrispettivi non trasmessi né dichiarati.

Punti vendita e gestione societaria

Le società interessate gestivano altrettanti punti vendita di grandi dimensioni, specializzati nella vendita al dettaglio di articoli per la casa, casalinghi e abbigliamento, tutti nel territorio comunale di Sassari. I soggetti giuridici coinvolti sono sette; i punti vendita erano gestiti da cittadini indicati negli atti come appartenenti alla comunità di origine cinese. Le posizioni individuali e societarie restano sotto accertamento: la Guardia di finanza sta definendo profili di responsabilità penale e amministrativa sulla base degli elementi contabili e gestionali acquisiti.

Le verifiche contabili e i riscontri tecnici

L’esame della contabilità occulta ha permesso di accertare l’omessa dichiarazione di elementi positivi di reddito per un importo complessivo superiore a 20.000.000 di euro. Per sostenere l’ipotesi di un sistema strutturato di occultamento dei corrispettivi, gli investigatori hanno analizzato flussi di cassa, registrazioni di vendita, movimentazioni bancarie e documentazione gestionale interna ai punti vendita. Gli approfondimenti hanno evidenziato la ripetitività del meccanismo: con i pagamenti elettronici entravano in contabilità scontrini con logo “RT”, con i contanti restava traccia solo su documenti non fiscalmente validi, estranei alla catena di memorizzazione e invio telematico. La ricostruzione ha consentito di ricondurre i proventi non dichiarati ai soggetti economici interessati, quantificando un imponibile sottratto significativo e creando la base per le misure patrimoniali disposte dall’autorità giudiziaria.

Sequestri, notifiche e prossime tappe

Su richiesta della Procura della Repubblica di Sassari, il gip del Tribunale di Sassari ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, dei beni riconducibili alle società e ai rispettivi rappresentanti legali. Il decreto è stato eseguito dai militari del Comando provinciale e ha riguardato conti correnti, immobili, terreni, autovetture e partecipazioni societarie per un valore complessivo superiore a 2.000.000 di euro. Gli atti sono stati notificati ai soggetti interessati e il procedimento prosegue sul doppio binario penale e amministrativo: le verifiche contabili e patrimoniali andranno avanti per completare la quantificazione degli elementi di reddito omessi e per definire le responsabilità a livello societario e individuale.

L’azione si inserisce nei compiti istituzionali di polizia economico-finanziaria affidati alla Guardia di finanza: contrasto alle frodi fiscali e tutela della corretta imposizione tributaria. Secondo gli esiti investigativi, l’attività ha portato all’individuazione di una contabilità parallela e all’adozione di misure patrimoniali cautelari a salvaguardia del credito erariale, in attesa degli ulteriori riscontri che seguiranno la fase di sequestro e la successiva valutazione giudiziaria.

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