Il centrodestra si proietta già verso la scadenza elettorale del prossimo anno con obiettivi ambiziosi e una coalizione definita compatta. Durante una conferenza stampa svoltasi alla Camera dei Deputati, il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, ha delineato la strategia del partito, fissando come traguardo un consenso ampiamente superiore alla doppia cifra. Il vicepremier ha messo a contrasto la stabilità del governo con la frammentazione del centrosinistra, definendolo una mera somma algebrica di sigle e richiamando le recenti contestazioni di piazza avvenute a Napoli, che ha fermamente condannato in nome della piena libertà di espressione per tutti i soggetti politici.
Il piano economico per il settentrione e il dialogo con il MEF
Il fulcro centrale dell’incontro a Montecitorio è stato la presentazione di una proposta di legge finalizzata all’istituzione di una Zona Economica Speciale (Zes) per le regioni settentrionali, con un focus mirato sulle aree transfrontaliere e sui territori in stato di crisi industriale. Illustrata insieme al capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, l’iniziativa prevede uno stanziamento economico di 3 miliardi di euro. L’intento della Lega è quello di colmare una disparità di trattamento rispetto ai fondi già stanziati per il Mezzogiorno. Il leader Salvini ha precisato che il progetto nasce da un confronto diretto con i sindaci e i governatori locali e che il percorso sarà affiancato dal Ministero dell’Economia per garantire la necessaria solidità finanziaria alle misure.
Nessun veto sulla legge elettorale: le priorità di Salvini
Interpellato dai giornalisti in merito a un eventuale irrigidimento del partito sulla questione della legge elettorale e sul ripristino delle preferenze, il ministro ha mantenuto una linea di totale apertura istituzionale. Il segretario della Lega ha chiarito che non esistono precondizioni o posizioni dogmatiche sul dossier, preferendo concentrare l’azione del movimento sui temi economici, sociali e di sicurezza dei cittadini. La definizione dei dettagli tecnici del sistema di voto è stata delegata agli esperti, con l’unico vincolo politico che la riforma garantisca a chi ottiene la maggioranza la possibilità di governare stabilmente per l’intero mandato dei cinque anni.
