Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Venezuela, ha chiesto a re Carlo III la restituzione dell’oro venezuelano custodito alla Banca d’Inghilterra, formalizzando la richiesta con una lettera inviata il 24 giugno.
Nella missiva ha scritto che quell’oro “è del nostro popolo” e che deve essere destinato alla ricostruzione dopo il doppio terremoto. Ha inoltre chiesto la revoca delle sanzioni e lo sblocco delle risorse venezuelane congelate all’estero, spiegando di aver parlato con la direttrice del Fondo monetario internazionale per sollecitare lo sblocco di fondi.
L’appello del Venezuela a re Carlo III per le riserve d’oro
Rodríguez ha annunciato la mossa durante un intervento pubblico e ha sostenuto che le risorse recuperate serviranno non solo alla ricostruzione delle infrastrutture, ma anche a occupazione, istruzione e servizi sociali. Caracas rivendica da anni il controllo sulle riserve auree depositate a Londra; la controversia è al centro di contenziosi giudiziari internazionali.
Il bilancio ufficiale del terremoto in Venezuela
Sul fronte dei danni umani, il presidente del Parlamento e capo di Stato Maggiore Jorge Rodríguez ha aggiornato il bilancio in una diretta televisiva: le vittime sono salite a 3.811, i feriti a 16.740 e le persone estratte vive dalle macerie risultano 6.462. Rodríguez ha precisato che questi dati si riferiscono alle operazioni di soccorso concluse fino a quel momento.
Per i danni materiali, il governo ha indicato 856 edifici danneggiati, di cui 190 completamente crollati, ha spiegato lo stesso Rodríguez. La fotografia fornita resta provvisoria e legata all’avanzamento delle verifiche tecniche sui territori colpiti.
Alloggi, assistenza e distribuzione di aiuti
Secondo il quadro operativo illustrato da Jorge Rodríguez, 17.907 cittadini hanno perso la casa o vivono in abitazioni gravemente danneggiate. Quasi 17.000 persone sono attualmente ospitate in 61 campi allestiti soprattutto nello Stato di La Guaira, a Caracas e nelle altre aree maggiormente colpite. Per i nuclei assistiti sono stati attivati servizi di supporto con psicologi e psichiatri, e la necessità di garantire assistenza psicologica permanente ai sopravvissuti è stata indicata come prioritaria.
Nel bilancio ufficiale il governo ha inoltre riferito di aver assistito 86.794 famiglie, distribuito 9,6 milioni di chilogrammi di alimenti e assicurato cure a 27.398 pazienti nelle strutture sanitarie attivate dopo il sisma. Le misure restano focalizzate sulle prime necessità e sulla stabilizzazione delle comunità più esposte, in attesa della fase di ricostruzione per cui Caracas rivendica l’utilizzo delle risorse finanziarie bloccate all’estero.
