Un vasto incendio ha colpito l’agriturismo «L’Agricola», azienda agricola con ristorante a Lainate, nel Milanese, nel primo pomeriggio di mercoledì 8 luglio. Le fiamme hanno interessato un deposito e una porzione della copertura di uno degli edifici della struttura. Sul posto sono intervenute più squadre dei vigili del fuoco con tre autopompe, due autobotti e un’autoscala, e le operazioni di spegnimento e contenimento sono proseguite per evitare la propagazione alle strutture adiacenti.
I vigili del fuoco hanno avviato da subito il raffreddamento delle sezioni più calde e la bonifica delle parti coinvolte, mentre sono state predisposte aree di sicurezza per proteggere gli immobili vicini. È stata segnalata una colonna di fumo scuro visibile a chilometri, circostanza che ha richiesto una gestione dell’area anche in funzione della viabilità e della tutela delle zone abitate.
Mezzi impiegati e azioni di spegnimento
Le squadre intervenute hanno concentrato l’azione sul deposito e sulla copertura danneggiata, lavorando su più fronti: raffreddamento con le autobotti per abbassare le temperature residue, estinzione con le autopompe sui focolai e messa in sicurezza con l’autoscala per raggiungere i punti più alti del tetto. Per contenere il rischio di estensione sono state delimitate zone d’intervento temporanee e si è proceduto con controlli progressivi delle strutture adiacenti.
Il dispositivo di risposta è rimasto in campo per presidiare la possibile riaccensione di materiali immagazzinati nel deposito e per limitare la propagazione del fumo verso aree abitate. Secondo quanto confermato dai vigili del fuoco, le operazioni di spegnimento e contenimento sono proseguite fino alla fase di raffreddamento della copertura ancora interessata e alla successiva bonifica dei locali colpiti.
Grosso incendio nei campi tra Origgio e Lainate: le fiamme avanzano veloci in un campo agricolo, non lontano dalla zona industriale #incendi #Origgio #localteam pic.twitter.com/Ac3XkxrvOd
— Local Team (@localteamit) July 1, 2022
Danni e messa in sicurezza dell’area
Il rogo ha danneggiato in modo prevalente il deposito e una porzione di copertura dell’edificio interessato. Nel corso dell’intervento sono state messe in sicurezza le aree limitrofe, con barriere e presidio continuo per ridurre il rischio di propagazione del fuoco. La nube nera prodotta dalle fiamme è stata visibile a grande distanza, elemento che ha spinto le autorità locali a valutare misure per limitare l’impatto sulla circolazione e sugli immobili circostanti.
Le squadre hanno continuato con verifiche puntuali dei punti critici del tetto e del deposito, seguite da attività di raffreddamento mirato per abbattere i residui termici. L’obiettivo operativo dichiarato è stato duplice: completare lo spegnimento e predisporre una cornice di sicurezza stabile in attesa delle verifiche tecniche successive.
Verifiche, cause e prossimi passaggi
Al momento non sono state fornite indicazioni ufficiali sul numero di persone coinvolte o su eventuali feriti. Non risultano informazioni ufficiali su evacuazioni o chiusure di strade diverse dalle misure temporanee adottate per presidiare la scena durante l’intervento. Non sono stati resi noti rilievi sulle cause dell’incendio: in assenza di riscontri tecnici, non vengono avanzate ipotesi sulle origini del rogo.
L’intervento è proseguito nel corso del pomeriggio con la bonifica del deposito interessato e il raffreddamento delle aree di copertura ancora critiche. La presenza prolungata di più mezzi ha consentito di presidiare l’area per monitorare il rischio di riaccensioni e ridurre l’impatto del fumo. Nei passaggi successivi, le autorità competenti dovranno confermare lo stato di sicurezza strutturale dell’edificio e procedere al rilascio dell’area al proprietario una volta concluse le attività tecniche.
L’ultimo dato operativo disponibile conferma l’impiego di tre autopompe, due autobotti e un’autoscala, con attività di raffreddamento e bonifica indicate come ancora in corso per contenere i danni e mettere in sicurezza l’intero perimetro della struttura.
