Il vertice Nato di Ankara ha riportato al centro della scena internazionale la guerra tra Iran e Israele, il conflitto in Ucraina e il futuro dell’Alleanza Atlantica. Nel corso della giornata i principali leader mondiali hanno rilasciato dichiarazioni che delineano strategie, priorità e differenze di vedute su alcuni dei dossier più delicati del momento.
Dalle critiche di Donald Trump agli alleati europei fino agli appelli all’unità di Emmanuel Macron e alle parole di Giorgia Meloni, il summit ha rappresentato anche un importante momento di confronto politico.
Trump: dall’Iran alla Nato, le dichiarazioni del presidente Usa
Donald Trump è stato il protagonista della giornata. Dopo i bombardamenti americani della notte precedente, il presidente degli Stati Uniti ha definito l’Iran “malato” e “bugiardo”, affermando che “il cessate il fuoco è finito”. Ha inoltre ribadito che “l’Iran non deve mai possedere l’arma nucleare”, confermando la linea dura della sua amministrazione nei confronti di Teheran.
Nel corso del summit Trump è tornato anche ad attaccare alcuni alleati della Nato. Davanti al segretario generale Mark Rutte ha dichiarato di essere “molto arrabbiato con la Nato”, sostenendo che gli Stati Uniti avrebbero speso “più di mille miliardi di dollari in dieci anni per difendere i Paesi dalla Russia” senza ricevere un trattamento equo in cambio.
Il presidente americano ha inoltre criticato la Spagna, definendola “un pessimo alleato, un caso senza speranza”, e ha rivolto nuove osservazioni anche all’Italia, affermando che “ha fatto molto male con le sue basi”. Trump è poi tornato sulla Groenlandia, definendola “un grande problema” dal punto di vista strategico.
Nonostante le critiche, durante l’incontro a porte chiuse con gli alleati avrebbe rassicurato i partner sulla permanenza degli Stati Uniti nell’Alleanza Atlantica. Secondo una fonte citata da Reuters, Trump avrebbe detto ai leader Nato: “Vogliamo restare con voi”.
Trump e Zelensky: “Abbiamo sviluppato un buon rapporto”
Uno dei momenti più significativi del vertice è stato l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Ripensando allo scontro avvenuto nello Studio Ovale nel 2025, il presidente americano ha affermato che “io e Zelensky abbiamo sviluppato un buon rapporto”.
Al suo fianco, il presidente ucraino ha ringraziato gli Stati Uniti per il sostegno ricevuto, dichiarando: “Ringrazio per il sostegno americano e so che Trump farà il possibile per fermare questa guerra”.
Le dichiarazioni segnano un cambio di tono nei rapporti tra Washington e Kiev rispetto alle tensioni che avevano caratterizzato i mesi precedenti.
Meloni: “Rispettiamo gli impegni, ma in modo sostenibile”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto alle osservazioni di Trump sulle basi militari, ribadendo che “la nostra linea è chiara e la manteniamo”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha mantenuto la linea già espressa nelle settimane precedenti, ribadendo che l’Italia non ha partecipato alle operazioni militari contro l’Iran e che continuerà a sostenere una soluzione diplomatica alla crisi. Roma ha inoltre escluso un coinvolgimento diretto nello Stretto di Hormuz, posizione che ha provocato le critiche del presidente americano.
Nel suo intervento conclusivo, la premier ha inoltre sottolineato che l’Italia rispetterà gli impegni assunti in sede Nato, ma con un approccio graduale: “Rispettiamo gli impegni ma in modo sostenibile, stabilendo noi modi, tempi e priorità. Se investiamo in Difesa i soldi restano in Italia”.
Macron: “L’Iran ha sbagliato ad attaccare le navi nello Stretto di Hormuz”
Anche il presidente francese Emmanuel Macron è intervenuto sulla crisi in Medio Oriente, criticando apertamente l’azione di Teheran. “Ritengo che gli iraniani abbiano sbagliato completamente a sferrare quegli attacchi, che sono in contrasto con l’accordo che loro stessi hanno firmato”, ha dichiarato, riferendosi agli attacchi contro le navi nello Stretto di Hormuz, che hanno provocato la successiva risposta militare degli Stati Uniti.
Macron ha inoltre precisato che, nonostante l’escalation, il cessate il fuoco resta formalmente inserito nel periodo di negoziazione di 60 giorni previsto dall’accordo siglato tra Washington e Teheran lo scorso giugno. Il presidente francese ha aggiunto che, secondo le informazioni a sua disposizione, gli incontri diplomatici previsti continueranno regolarmente, confermando la volontà di mantenere aperto il dialogo.
Media iraniani: “Dopo ogni attacco Usa chiuderemo lo Stretto di Hormuz”
Nel frattempo, dai media iraniani sono arrivate nuove minacce nei confronti degli Stati Uniti. Secondo una fonte della sicurezza citata dall’emittente Press TV, l’Iran avrebbe deciso di modificare la propria strategia militare: “Dopo ogni attacco, lo Stretto di Hormuz verrà completamente chiuso”.
La stessa fonte ha inoltre affermato che Teheran risponderebbe a eventuali nuovi raid americani colpendo “almeno il doppio degli obiettivi” rispetto a quelli presi di mira dagli Stati Uniti. Le dichiarazioni contribuiscono ad alimentare le tensioni in un’area strategica per il commercio energetico mondiale, attraverso la quale transita una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio e gas.
Rutte, Erdogan e Zelensky: le altre dichiarazioni
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha evidenziato la solidità dell’Alleanza, definendo “incrollabile” l’impegno previsto dall’Articolo 5 e accogliendo con favore l’intenzione degli Stati Uniti di restare pienamente coinvolti nella Nato.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, padrone di casa del summit, ha invece ribadito il ruolo della Turchia come interlocutore nei principali dossier regionali, confermando la disponibilità di Ankara a favorire il dialogo sulle crisi internazionali.
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha partecipato ai lavori del vertice, ottenendo il sostegno dei Paesi alleati e un nuovo impegno sul rafforzamento della difesa aerea dell’Ucraina, mentre Trump ha annunciato il rilascio della licenza per la produzione dei sistemi Patriot nel Paese.
Le dichiarazioni emerse dal vertice confermano un’Alleanza compatta sul sostegno all’Ucraina, ma attraversata da differenze di vedute sul Medio Oriente e sul ruolo che gli alleati dovrebbero assumere nelle crisi internazionali. Le parole dei leader delineano un quadro ancora fluido, destinato a influenzare i prossimi sviluppi diplomatici e militari.
La dichiarazione finale del vertice Nato
Nel documento conclusivo del summit, i Paesi dell’Alleanza hanno riaffermato il principio contenuto nell’articolo 5 del Trattato Nato, secondo cui “un attacco a uno è un attacco a tutti”. La Russia viene inoltre indicata come una “minaccia nel lungo termine”, confermando la linea dell’Alleanza sul rafforzamento della difesa collettiva.
Le dichiarazioni emerse dal vertice mostrano una Nato che conferma l’unità sui principi fondamentali della difesa comune, ma nella quale continuano a emergere divergenze sul Medio Oriente, sui rapporti con l’Iran e sul contributo richiesto ai singoli alleati.
