Un detenuto di 26 anni è stato rinvenuto senza vita nelle prime ore del mattino all’interno della sua cella nel carcere della Dogaia, a Prato. L’uomo, che proprio nella giornata di oggi avrebbe dovuto essere ascoltato dalla Procura in relazione a una vicenda giudiziaria in corso, è stato trovato morto dai compagni di cella che hanno immediatamente dato l’allarme. Il decesso è stato poi constatato dal personale del 118.
Il caso giudiziario e le accuse a suo carico
Il detenuto, identificato come l’honduregno Rodriguez Matute, era coinvolto in un’indagine per tentato omicidio insieme a un ragazzo italiano di 16 anni. I fatti contestati risalgono alla notte del 12 maggio, quando un cameriere sarebbe stato aggredito nel centro di Prato. L’uomo era quindi in attesa di ulteriori sviluppi investigativi e proprio oggi avrebbe dovuto comparire davanti ai magistrati.
Il ritrovamento del corpo in cella
La scoperta è avvenuta all’alba, quando i due compagni di cella si sono accorti che il 26enne non dava segni di vita e hanno richiesto immediatamente aiuto. Il personale sanitario del 118, intervenuto nel penitenziario, non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Secondo le prime informazioni, la morte sarebbe riconducibile a un arresto cardiaco, anche se saranno gli accertamenti a chiarire con precisione le circostanze dell’accaduto.
Le denunce sulle presunte violenze durante l’arresto
Il caso si inserisce in un contesto ancora più complesso, perché il detenuto aveva presentato denunce relative a presunte violenze subite da parte di alcuni agenti di polizia durante le fasi dell’arresto. Proprio su questi episodi avrebbe dovuto essere ascoltato oggi dalla Procura di Prato, un passaggio considerato rilevante nell’ambito delle verifiche in corso. Le circostanze segnalate restano quindi oggetto di attenzione da parte degli inquirenti.
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