Il Conservatorio di Benevento conferirà a Sal Da Vinci la laurea honoris causa martedì 30 giugno. Il riconoscimento arriva dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2026 e il quinto posto all’Eurovision Song Contest con il brano «Per sempre sì». In un’intervista, l’artista ha affermato: «Credo sia il giusto riconoscimento a mezzo secolo di fatiche», aggiungendo: «Per il resto, ci sono tanti laureati in Armonia che non sanno scrivere neanche mezza canzone». Accanto alla cerimonia accademica, il calendario si allunga con una docuserie in preparazione, un album di Natale previsto per dicembre e due prime serate su Rai Uno già in agenda.
Sal Da Vinci ha inoltre preso posizione sui diritti civili, respingendo le tesi del generale Roberto Vannacci: «Per quanto riguarda Vannacci, non condivido nulla di quello che dice su tutto il mondo LGBTQ+». E sulla libertà affettiva ha sottolineato: «Nessuno può dire a una persona come amare o che il suo modo di amare è sbagliato. È una questione di pura libertà». In politica, ha spiegato di trovare «più interessanti le donne», senza elencare nomi in quella sede.
Profilo e percorso
All’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino, nato a New York il 7 aprile 1969, Sal Da Vinci è attivo dalla fine degli anni Settanta ed è cresciuto tra palcoscenico e sala d’incisione, esordendo giovanissimo. La ribalta più recente è il successo a Sanremo 2026 con «Per sempre sì», titolo che gli ha aperto la partecipazione all’Eurovision 2026 e l’ingresso tra i primi cinque classificati nella finale internazionale.
Nel racconto della sua carriera, il cantante ha ricordato passaggi in salita. «Ho pensato di mollare ogni volta che mi sono sentito un fallito», ha detto, spiegando di aver interrotto temporaneamente la musica dopo i vent’anni. Con la moglie e il cognato, a Napoli, aprì un negozio della catena Tutto a Mille Lire, esperienza durata tre anni. In quel periodo non ha smesso di scrivere canzoni per altri e di esibirsi quando possibile, ma il bilancio personale resta netto: «Fu durissima».
L’alternanza tra vetrine nazionali e una fase di lavoro lontana dai riflettori compone un profilo che oggi unisce repertorio, teatro e televisione. Anche la laurea honoris causa si inserisce in questa traiettoria: per l’artista è «il giusto riconoscimento» a un percorso lungo e stratificato; al tempo stesso, la sua battuta sugli «laureati in Armonia» fotografa una visione molto concreta del mestiere di autore e interprete.
Progetti tra tv e musica
Nel capitolo dei nuovi impegni, Sal Da Vinci ha spiegato di essere al lavoro su più fronti. «Mi è stata proposta una docuserie sulla mia vita. Mi piace, la voglio fare», ha raccontato, indicando la volontà di trasformare la proposta in un racconto audiovisivo del suo percorso artistico e personale. A questa linea si aggiunge un disco di canzoni di Natale, in uscita a dicembre, che includerà anche brani in inglese.
Non solo musica: il cantante ha confermato che sono previste due prime serate su Rai Uno. Al momento non sono stati indicati i format né le date precise, ma la combinazione di televisione generalista, contenuti in streaming e una pubblicazione discografica stagionale delinea una programmazione che copre l’inverno e apre alla promozione incrociata tra piattaforme.
Nel complesso, la sequenza di impegni — docuserie, album natalizio, doppia prima serata — segna una fase operativa densa: produzioni diverse che viaggiano su canali differenti, con tempistiche ravvicinate. Restano da definire i dettagli produttivi della docuserie, mentre l’uscita dell’album a dicembre e le finestre televisive su Rai Uno forniscono già un perimetro temporale tangibile.
Politica e diritti: le posizioni
Interrogato sulle figure politiche che segue con più attenzione, Sal Da Vinci ha osservato che oggi trova «più interessanti le donne», senza entrare nel merito dei partiti o dei singoli profili. Sul piano dei diritti, ha preso le distanze dalle tesi del generale Roberto Vannacci con una formula netta: «Non condivido nulla di quello che dice su tutto il mondo LGBTQ+».
La chiosa sulla libertà di amare completa il quadro: «Nessuno può dire a una persona come amare o che il suo modo di amare è sbagliato. È una questione di pura libertà». Una linea che l’artista ha riconfermato nella stessa intervista, mettendo in evidenza un approccio personale che separa la valutazione estetica e professionale dalla sfera privata dei cittadini.
Nel passaggio dedicato alla formazione musicale, il cantante ha sintetizzato così la sua idea di competenza artistica: «Per il resto, ci sono tanti laureati in Armonia che non sanno scrivere neanche mezza canzone». Una frase che, accostata alla laurea honoris causa, restituisce il doppio registro con cui legge il settore: la legittimazione istituzionale ha un valore, ma resta secondaria rispetto alla capacità di comporre e interpretare brani che trovino pubblico.
La cerimonia per la laurea honoris causa è fissata al Conservatorio di Benevento martedì 30 giugno; l’uscita del disco di Natale è programmata per dicembre, mentre le due prime serate su Rai Uno figurano già in scaletta. La lavorazione della docuserie rientra tra i dossier aperti che accompagneranno la nuova fase dell’artista dopo Sanremo 2026 e la finale dell’Eurovision.
