Il film su Michael Jackson riscrive la storia del box office. “Michael”, il biopic diretto da Antoine Fuqua e dedicato al “Re del Pop”, ha superato “Oppenheimer” di Christopher Nolan ed è diventato il film biografico con il maggiore incasso di sempre. Secondo i dati aggiornati del botteghino internazionale, la pellicola ha raggiunto 977,4 milioni di dollari nel mondo, superando i 975,8 milioni incassati dal film premio Oscar dedicato al padre della bomba atomica.
Un sorpasso simbolico e industriale. Perché “Oppenheimer” non era soltanto il precedente detentore del primato: era anche uno dei film più celebrati degli ultimi anni, vincitore di sette Premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia. “Michael”, invece, arriva allo stesso traguardo da una posizione completamente diversa: accolto da un pubblico enorme, ma accompagnato fin dall’inizio da polemiche e accuse di aver raccontato una versione troppo indulgente della vita del cantante.
Il film dei record e il fenomeno Jackson
Uscito nell’aprile 2026, “Michael” ha mostrato fin dal debutto una forza commerciale fuori dal comune. Dopo aver superato “Bohemian Rhapsody” come biopic musicale di maggior incasso della storia, il film ha compiuto un ulteriore salto, conquistando il record assoluto tra tutte le produzioni biografiche. E con il traguardo del miliardo di dollari ormai vicino, il suo percorso nelle sale potrebbe non essere ancora concluso.
Il successo conferma una tendenza sempre più evidente a Hollywood: i biopic musicali sono diventati uno dei generi più redditizi degli ultimi anni. Ma nel caso di Michael Jackson c’è qualcosa di diverso. A quasi vent’anni dalla sua morte, l’artista continua a esercitare un’influenza culturale e commerciale che pochi altri personaggi dello spettacolo possono vantare.
Con oltre 500 milioni di dischi venduti, album entrati nella storia come “Thriller”, “Bad” e “Dangerous”, e una presenza ancora fortissima sulle piattaforme di streaming, Jackson rimane una figura capace di parlare a generazioni molto diverse tra loro. Il film sembra aver intercettato proprio questa dimensione: non soltanto la curiosità per la sua vita, ma anche la nostalgia e il legame emotivo di milioni di spettatori.
Interpretato da Jaafar Jackson, nipote del cantante, il biopic ripercorre la trasformazione del bambino prodigio dei Jackson 5 in una delle più grandi star della musica mondiale. Una scelta che ha contribuito a rafforzare il coinvolgimento dei fan, ma che ha anche alimentato il dibattito sulla natura del progetto.
Le polemiche e il nodo delle accuse
Se il pubblico ha premiato il film, una parte della critica è stata molto più severa. Le contestazioni riguardano soprattutto il modo in cui il biopic affronta – o evita di affrontare – le accuse di abusi sessuali su minori che hanno accompagnato gli ultimi decenni della vita di Jackson.
Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche emerse durante la lavorazione, una versione preliminare della sceneggiatura avrebbe dedicato maggiore spazio alle controversie che hanno segnato la carriera dell’artista. Successivamente il progetto sarebbe stato modificato attraverso riscritture e riprese aggiuntive, privilegiando il racconto dell’ascesa musicale e dell’impatto culturale del cantante.
Al centro del dibattito c’è anche il ruolo del Michael Jackson Estate, che gestisce il patrimonio artistico e i diritti legati all’immagine della star. Il coinvolgimento diretto dell’entourage che tutela l’eredità di Jackson ha consentito alla produzione di accedere alla musica, ai materiali d’archivio e all’immaginario del cantante, ma ha spinto alcuni osservatori a chiedersi quanto spazio ci fosse realmente per un racconto critico e indipendente.
È qui che emerge il grande paradosso di “Michael”: il film più contestato dell’anno è diventato anche il più visto.
Un successo che va oltre il cinema
Il caso “Michael” riapre una discussione che accompagna da anni il mondo della cultura pop: quanto il pubblico sia disposto a separare l’artista dalle controversie della sua vita privata.
Michael Jackson resta una figura unica. Da una parte il musicista che ha rivoluzionato il pop, i videoclip, la danza e l’industria dell’intrattenimento; dall’altra un personaggio la cui eredità continua a essere oggetto di discussione. Eppure il box office sembra indicare che, per una larga parte degli spettatori, il peso culturale della sua opera continui a prevalere.
Il sorpasso su “Oppenheimer” assume così un significato che va oltre il semplice record commerciale. Dimostra che il mito di Michael Jackson conserva ancora una forza straordinaria e che Hollywood continua a trovare nelle grandi icone musicali una delle sue risorse più potenti.
Il pubblico, almeno per ora, ha emesso il suo verdetto. E ha trasformato “Michael” nel biopic più visto della storia del cinema.
