Becken Olivieri, 51 anni, è stato trasferito all’ospedale di Sanremo dopo l’arresto del 27 giugno, nell’inchiesta per l’omicidio della compagna a Ceriana. I legali hanno precisato che gli accertamenti clinici riguardano segni di autolesionismo riferiti alla notte del delitto e non un tentativo di suicidio in cella. La Procura di Imperia contesta l’omicidio volontario per la morte di Mary Elizabeth Hopkins, cittadina statunitense di 53 anni, e coordina rilievi e autopsia.
L’abitazione di Ceriana è sotto sequestro per consentire gli accertamenti; il pubblico ministero Francesco Monaco si è recato sul posto per seguire le operazioni con i carabinieri. La prima segnalazione su un presunto tentativo di suicidio in carcere è stata ricalibrata alla luce delle verifiche sui trasferimenti tra caserma, carcere e struttura ospedaliera.
Fermo e ricostruzione iniziale
Olivieri è stato sottoposto a fermo dalla Procura dopo essersi costituito ai carabinieri nel pomeriggio di sabato 27 giugno. Agli investigatori ha indicato la casa di Ceriana, dove i carabinieri hanno rinvenuto il corpo senza vita di Mary Elizabeth Hopkins. L’uomo ha ammesso di averle premuto un cuscino sul volto fino a provocarne il decesso e ha detto di essersi accorto tardi di quanto era avvenuto. L’immobile è stato posto sotto sequestro per preservare la scena e permettere i rilievi tecnici.
Nel corso dei primi sopralluoghi, il medico legale ha eseguito un esame esterno sul corpo della donna. Sono state riscontrate lesioni che gli inquirenti ritengono compatibili sia con lo strangolamento sia con l’azione meccanica di un cuscino. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale della provincia ed è a disposizione per l’autopsia, che dovrà stabilire con precisione l’ora e le cause del decesso. Il sostituto procuratore Francesco Monaco ha seguito i rilievi insieme ai carabinieri, in coordinamento con gli specialisti incaricati.
Becken Olivieri, dal carcere all’ospedale: cosa è successo
Dopo il fermo, Olivieri è stato trattenuto in caserma e successivamente trasferito al carcere di Villa Armea a Sanremo. Le prime ricostruzioni diffuse in giornata indicavano un intervento del personale penitenziario nella sua cella per un episodio di autolesionismo, con conseguente trasferimento al pronto soccorso e ricovero nella camera detentiva dello Spdc, il servizio psichiatrico di diagnosi e cura. I legali dell’indagato hanno però chiarito che gli accertamenti medici riguardano segni di autolesionismo risalenti alla notte del delitto e non un tentativo di togliersi la vita avvenuto in cella durante la detenzione.
La divergenza tra le segnalazioni iniziali e le precisazioni della difesa ha reso necessario definire con puntualità la sequenza dei passaggi: dalla costituzione ai carabinieri al trasferimento a Villa Armea, fino all’ingresso in ospedale per gli approfondimenti clinici. In questa cornice, l’obiettivo degli inquirenti resta la ricostruzione oggettiva dei fatti e la verifica medico-legale delle condizioni dell’indagato nel rispetto delle procedure.
Movente al vaglio e prossimi passi dell’indagine
Gli inquirenti stanno ricostruendo la dinamica dell’omicidio per chiarire le circostanze che hanno portato al decesso. Tra le ipotesi esaminate figura la gelosia, citata in alcune ricostruzioni come possibile movente, ma le piste restano tutte aperte in attesa degli esiti tecnici e degli approfondimenti medico-legali. In parallelo, i carabinieri proseguono nell’acquisizione di elementi probatori e nella raccolta di dichiarazioni utili a definire il quadro.
La Procura di Imperia coordina le attività istruttorie mentre la casa di Ceriana resta sotto sequestro per i rilievi. La salma è all’obitorio in attesa dell’autopsia, che dovrà fornire indicazioni decisive su tempi, modalità e cause della morte. Olivieri risulta ricoverato per accertamenti clinici collegati ai segni riscontrati; gli specialisti nominati dall’autorità giudiziaria stanno completando gli esami richiesti. Il prossimo passaggio atteso è l’esito dell’autopsia, destinato a orientare le successive valutazioni della Procura e l’eventuale integrazione delle contestazioni.
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