27 giugno 2026 – Monica Setta porterà “Storie al bivio di sera” in prima serata su Rai2 in onda dal 27 giugno al 4 agosto. Il format vuole proporre delle interviste politiche in una chiave che la conduttrice ha definito “introspettiva” al Corriere della Sera. La versione serale segue il ciclo del weekend e ospiterà tra gli altri Matteo Salvini, Carlo Calenda, Giuseppe Conte e Laura Boldrini; l’obiettivo è evitare “battute sensazionalistiche”. Il programma è stato pensato per mettere a confronto dirigenti politici e pubblico televisivo con domande dirette e senza copioni. Setta ha spiegato al Corriere della Sera che vuole “avvicinare la politica alla gente comune”
“Il budget? bassissimo”
Setta ha confermato che i costi del programma sono molto contenuti: “Il budget è bassissimo. Io non ho una lira, devo lavorare sui contenuti. E poi io faccio tutto: telefono, cerco gli ospiti, la scaletta, l’autrice”, ha detto al Corriere della Sera. Le dichiarazioni sul budget sono accompagnate dalla precisa attribuzione del lavoro produttivo alla stessa conduttrice.
Sulla visibilità ottenuta sui social media la giornalista ha commentato le parodie e i meme: “Mi dipingono come Crudelia. Ma ci rido su. L’imitazione della Gialappa’s? No comment”, ha affermato.
La guerra con la Gialappa’s
Dietro quel secco “no comment” sull’imitazione della Gialappa’s si nasconde una polemica. L’attrice Giulia Vecchio ha portato Monica Setta su TV8 nel programma Gialappa Show, nello sketch Robba de donne, ritraendola come una conduttrice grottesca che intervista sconosciute spacciate per vip. La reazione di Setta è stata durissima: “Sembro l’Incredibile Hulk. Mi hanno messo il naso adunco che non ho, mi hanno invecchiata e imbruttita. Sembro un mostro”. A far precipitare la situazione, la valanga di odio sui social scatenata dalla parodia – messaggi di morte, insulti pesantissimi – che ha spinto la conduttrice a presentare un esposto alla squadra mobile della Questura di Roma. I suoi legali hanno scritto a TV8 non per bloccare lo sketch, ma per tutelare il marchio Rai di Storie di donne al bivio e arginare la deriva online. La Gialappa’s ha replicato con un servizio ironico, In punta di fioretto, che mostrava alcune domande discutibili poste dalla conduttrice nelle sue interviste. Con il tempo i toni si sono smorzati: Setta ha detto pubblicamente “Gli dovrei dare botte, ma sono talmente simpatici che gli auguro tutto il bene – dimenticatemi, o fatemi più carina”.
La chiusura del quotidiano di Indro Montanelli: “Un momento buio”
Nell’intervista la conduttrice ripercorre passaggi della carriera, indicando come “momento più buio” la chiusura del quotidiano La Voce di Indro Montanelli. Il giornale, nato nel marzo 1994 dopo la rottura tra Montanelli e Berlusconi, durò poco più di un anno, chiudendo nell’aprile 1995 e lasciando quasi tutta la redazione senza lavoro. “Quando chiuse il quotidiano La Voce di Indro Montanelli. Ero caposervizio dell’Economia e mi sentivo arrivata. Fu un vero lutto”, ha detto. Setta ha poi ricostruito la ripartenza professionale che l’ha portata a ricoprire ruoli televisivi e radiofonici fino al ritorno in Rai nel 2017. La conduttrice ha definito il proprio approccio giornalistico: “Mi dicono che sono cinica ma non è vero, io voglio solo arrivare al dunque. Una cosa che non sopporto sono le domande concordate. Io voglio la verità“, ha dichiarato al Corriere della Sera. Ha concluso il suo resoconto personale con una metafora: “Io no, sono stata nel fango, so come reagire. Infilo gli stivali, e combatto”, ha detto.
