L’investitore miliardario Leon Black si prepara a intervenire davanti al Congresso degli Stati Uniti per chiarire il suo rapporto con Jeffrey Epstein. In una dichiarazione introduttiva, anticipata dal suo team legale, il finanziere respinge ogni accusa di comportamenti illeciti e sostiene di non essere mai stato a conoscenza della reale portata dei reati commessi dall’ex finanziere, morto nel 2019 mentre era detenuto.
Le dichiarazioni di Leon Black
Nel testo che intende leggere davanti ai membri della House Oversight Committee, Leon Black afferma con decisione di non aver mai abusato di una donna, di non aver mai avuto rapporti con minorenni e di non essere mai stato coinvolto in attività di traffico sessuale.
L’investitore sostiene inoltre di non aver mai pagato Jeffrey Epstein per ottenere l’accesso a donne, di non essere mai stato ricattato da lui e di non aver avuto alcun coinvolgimento, né alcuna conoscenza, delle attività criminali attribuite all’ex finanziere.
L’indagine bipartisan sul caso Epstein
La comparsa di Black davanti alla commissione parlamentare avviene su base volontaria e rappresenta il sedicesimo interrogatorio a porte chiuse condotto nell’ambito dell’indagine bipartisan dedicata al caso Epstein.
Il suo nome rientra tra quelli di numerosi imprenditori, personalità influenti e uomini d’affari i cui rapporti con Epstein sono tornati sotto i riflettori dopo la diffusione, da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, di milioni di documenti collegati all’inchiesta.
Leon Black: “Mi dispiace per le vittime”
Nella sua dichiarazione introduttiva, Black intende esprimere vicinanza alle persone che hanno subito gli abusi di Epstein, affermando di sentirsi profondamente dispiaciuto per quanto accaduto alle vittime.
Il miliardario ricorda inoltre di essere stato a conoscenza della condanna del 2008 nei confronti di Epstein per aver adescato una minorenne a fini di prostituzione, ma sostiene di aver creduto alla spiegazione ricevuta all’epoca.
Il racconto sulla condanna del 2008
Secondo quanto anticipato, Black riferirà ai parlamentari che Epstein gli aveva descritto quella vicenda come un episodio isolato, sostenendo che fosse stato provocato dall’utilizzo di un documento d’identità falso.
L’investitore spiegherà di aver deciso, cinque anni dopo quella condanna, di concedergli una seconda possibilità, così come avrebbero fatto molte altre persone del suo ambiente. Guardando oggi a quella scelta, però, afferma di pentirsene.
Leon Black: “La verità l’ho scoperta solo nel 2019”
Nella parte conclusiva della sua dichiarazione, Leon Black ribadisce di non aver saputo nulla delle attività di traffico sessuale attribuite a Jeffrey Epstein fino al luglio del 2019, quando quest’ultimo venne incriminato per i nuovi reati federali.
Per il finanziere, solo in quel momento sarebbe emersa la reale natura delle condotte contestate a Epstein, circostanza che, secondo la sua versione, lo avrebbe portato a comprendere la gravità dei fatti di cui l’ex finanziere era accusato.
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