Donald Trump ha parlato oggi al National Mall di Washington. Nel messaggio d’apertura ha definito le azioni della sua amministrazione «vittorie storiche» e ha celebrato risultati nei confronti dell’Iran e del Venezuela.
Si è poi concentrato sulla situazione in Medio Oriente, richiamando un accordo che, secondo lui, impedirebbe all’Iran di ottenere l’arma nucleare; ha citato il primato energetico statunitense e, prima del discorso, ha attaccato partner europei.
Le parole di Trump
Ha detto che l’America è «tornata» e ha invitato alla celebrazione per il 250° anniversario, rivendicando successi su più fronti. «L’Iran non avrà mai l’arma nucleare», ha affermato, riferendosi a un accordo che a suo avviso produce risultati «che nessun presidente aveva fatto prima». Ha poi sottolineato che gli Stati Uniti sono «il più grande produttore di petrolio al mondo», collegando questo primato alle politiche del suo governo.
Attacchi a rivali interni e critiche agli alleati
Sulla politica interna ha sostenuto che «dovremo sconfiggere di nuovo il comunismo», parlando dei socialisti democratici usciti nelle primarie di New York, e ha ricordato di aver definito in precedenza il sindaco Zohran Mamdani «comunista». Poche ore prima si era riferito a Mamdani come «un tipo affascinante, è un bel ragazzo», frase pronunciata in risposta a una domanda dei giornalisti. Prima dell’intervento ufficiale, durante un incontro con Mark Rutte, Trump ha attaccato i partner europei: ha detto di sentirsi deluso da Spagna, Italia, Regno Unito, Germania e Francia e ha suggerito che, senza un diverso comportamento degli alleati, la riunione di quel giorno non sarebbe stata possibile. Il discorso è durato meno di 30 minuti.
