24 giugno 2026 – Mark Rutte ha detto che migliaia di missioni aeree sono decollate da basi europee per sostenere l’azione militare degli Stati Uniti contro l’Iran. Ha aggiunto che dall’Italia sarebbero partiti 500 decolli e che, complessivamente in Europa, si tratterebbe di “4.000-5.000” missioni di volo. La dichiarazione del segretario generale della Nato ha messo in discussione le posizioni ufficiali italiane: Giorgia Meloni, di recente, aveva sostenuto pubblicamente che la base militare di Sigonella, in Sicilia, non fosse mai stata utilizzata per la guerra in Medio Oriente.
Le dichiarazioni di Rutte sui 500 aerei
Nell’intervista trasmessa da Fox News Rutte ha detto che “500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione” e che, sommate le missioni dall’intero continente, il totale oscillerebbe tra 4.000 e 5.000 voli.
Ha citato un esempio operativo: secondo lui Bucarest avrebbe temporaneamente ridotto il traffico aereo commerciale perché l’aeroporto veniva utilizzato come deposito per aerocisterne. Le parole di Rutte sono state pronunciate nel contesto di un discorso più ampio sul sostegno europeo alle azioni militari contro l’Iran.
Le affermazioni di Rutte sono arrivate mentre, sul fronte diplomatico e politico, si accumulavano dichiarazioni divergenti. La premier Giorgia Meloni solamente qualche giorno fa dopo le accuse rivolte da Trump aveva ribadito prima in un video messaggio poi in un post su Instagram che l’uso delle basi militari statunitensi nel Paese è regolato da accordi internazionali e che l’Italia “rimane una nazione sovrana”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva anche aggiunto che quegli accordi “non potranno essere violati finché sarò premier”.
“Crollano le favolette del governo”
Le parole di Rutte sono state accolte dalle opposizioni come una smentita della versione fornita dall’esecutivo e hanno portato a richieste formali di chiarimento. Il leader del M5S Giuseppe Conte ha scritto su Facebook che “crollano le favolette del governo e dei suoi trombettieri” e ha sostenuto che le dichiarazioni di Rutte confermano quanto il movimento aveva già denunciato. Conte ha chiesto che la premier fornisca spiegazioni dettagliate al Parlamento e al Paese.
Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd nella segreteria nazionale, ha dichiarato che le parole del segretario generale della Nato “esigono un immediato chiarimento dal governo” e ha ricordato che la premier aveva assicurato che l’Italia non sarebbe stata coinvolta. Angelo Bonelli, leader di Europa Verde–Verdi, in una nota ha scritto che le affermazioni di Rutte “sbugiardano Giorgia Meloni” e ha chiesto che vengano riferiti i fatti al Parlamento. Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha aggiunto che “si tratta di una vicenda gravissima” e ha chiesto chiarimenti urgenti.
Le opposizioni hanno chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga a riferire in Parlamento e chiarisca i dati relativi all’utilizzo delle basi italiane per le operazioni aeree statunitensi contro l’Iran.
Il nodo delle basi militari
Il contrasto tra le affermazioni del segretario generale della Nato e la versione dell’esecutivo ha movimentato la giornata politica: dalle dichiarazioni di Rutte sono scaturite interrogazioni parlamentari e la mobilitazione dell’opposizione, che chiede atti formali di accountability. L’attenzione si è concentrata sul nodo logistico delle basi e sulla trasparenza delle comunicazioni fra Washington e Roma; fonti di partito hanno riferito che si attendono chiarimenti non solo sulle cifre, ma anche sulle autorizzazioni operative concesse o negate. Bisogna sottolineare che Meloni e il governo italiano avevano sostenuto di aver negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella per la guerra in Medio Oriente, ma non avevano affermato esplicitamente che nessun aereo Usa fosse decollato dall’Italia. Nonostante questo, le dichiarazioni di Meloni in questi giorni, lasciavano intendere una presa di posizione maggiore contro la guerra in corso.
