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Gianni Alemanno lascia il carcere di Rebibbia dopo più di un anno

Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia dopo 17 mesi di detenzione. L'ex sindaco di Roma era stato incarcerato il 31 dicembre 2024 dopo che i magistrati avevano scoperto che falsificava i documenti giustificativi per partecipare ai comizi del suo partito Indipendenza, violando gli obblighi dei servizi sociali a cui era tenuto per la condanna per traffico di influenze illecite nell'ambito dell'inchiesta Mondo di Mezzo

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Gianni Alemanno esce dal carcere di Rebibbia - nella foto, Alemanno

Gianni Alemanno | ANSA/FEDERICO PERRUOLO

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

24 giugno 2026 – Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia a Roma. Lo ha reso possibile il rigetto, da parte del Tribunale di Sorveglianza, del reclamo del provveditorato regionale del Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria sul riesame della riduzione di pena. Detenuto dal 31 dicembre 2024, Alemanno è uscito all’ingresso principale mentre circa cento persone urlavano “Gianni, Gianni“, sul piazzale erano presenti decine di giornalisti e diversi esponenti del mondo politico. L’avvocato Edoardo Albertario ha detto: “Siamo molto contenti del risultato ottenuto. In realtà non avevamo dubbi perché il reclamo del Dap era totalmente inconsistente”.

Alemanno, 66 anni, ex ministro dell’Agricoltura nei governi Berlusconi ed ex sindaco di Roma dal 2008 al 2013, stava scontando una condanna definitiva a 22 mesi per traffico di influenze, uno dei filoni dell’inchiesta nota come “Mondo di Mezzo” o “Mafia Capitale”. La contestazione più grave nell’impianto originario – il concorso esterno in associazione di stampo mafioso – era stata in seguito derubricata, e alcune accuse di corruzione erano state annullate nei gradi di giudizio precedenti.

L’ingresso in carcere e le violazioni

Alemanno era entrato a Rebibbia nella notte del 31 dicembre 2024 per decisione del tribunale di sorveglianza, dopo la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Stava lavorando presso “So.Spe. Solidarietà e Speranza”, un’associazione romana che si occupa di ragazze madri, bambini e persone in condizione di disagio, ma secondo i magistrati aveva sistematicamente violato le prescrizioni della misura alternativa. Il tribunale lo aveva definito “del tutto sprezzante rispetto all’esecuzione della condanna” e aveva parlato di una “condotta arrogante, sprezzante, espressione di una personalità callida, pervicace e priva di scrupoli”.

Secondo i magistrati, Alemanno aveva simulato la partecipazione ad assemblee condominiali – approfittando del suo ruolo in una società di gestione immobiliare – per partecipare invece agli incontri politici del Movimento Indipendenza, partito sovranista da lui fondato nel 2023. Le violazioni erano emerse dalle intercettazioni di una nuova indagine per riciclaggio in cui Alemanno risulta indagato. In una di queste, il 29 giugno, aveva detto: “Dai su! Un’assemblea da qualche parte si troverà”. Gli incontri politici fuori Roma documentati dai magistrati erano undici, in altrettante città, solo tra il 18 e il 19 ottobre. Alemanno avrebbe inoltre incontrato un pregiudicato, l’ex avvocato Paolo Colosimo, condannato per i suoi legami con la ‘ndrangheta.

“Vannacci? lo vedrò stasera a cena”

Roberto Vannacci incontrerà Gianni Alemanno: non si escludeva che il generale fosse già ad attenderlo fuori dal penitenziario, e Alemanno non ha lasciato dubbi: “Lo vedrò stasera a cena”, ha risposto, lasciando intendere una vicina collaborazione politica.

“Rientrerò da Bruxelles per essere a Roma in una giornata particolarmente significativa per Gianni Alemanno”, diceva il fondatore di Futuro Nazionale il 22 giugno. “Lo incontrerò a cena assieme con la dirigenza del mio partito: sarà un momento di confronto, di vicinanza e di condivisione politica. Ritengo doveroso esserci in un passaggio così importante della sua vita. Non si tratta soltanto di un gesto personale, ma di un segnale umano e politico: Futuro Nazionale non lascia indietro nessuno. Chi ha scontato la propria pena torna a essere un uomo libero”.

Il segnale politico è chiaro. Negli ultimi anni Alemanno ha lasciato Fratelli d’Italia – rottura motivata ufficialmente da divergenze sulla politica estera e sulla guerra in Ucraina – dando vita prima al movimento Indipendenza e avvicinandosi poi all’orbita di Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale. Nelle sue dichiarazioni più recenti lo ha indicato come “alternativa a Meloni”, attribuendogli un progetto politico ambizioso; Vannacci, a sua volta, è considerato possibile perno di una riconfigurazione dell’area di destra.

Gianni Alemanno e l’attività in carcere

Durante la detenzione Alemanno ha pubblicato sulla sua pagina Facebook brani dai cosiddetti “Diari di cella”, riportando criticità del carcere e dati operativi dell’istituto. Ha contestato il dato sul sovraffollamento presentato dall’amministrazione penitenziaria e ha preso parte a iniziative interne di assistenza legale: con il compagno di detenzione Fabio Falbo ha avviato uno sportello per supportare pratiche legali interne e per seguire richieste di clemenza per detenuti anziani o malati. In interviste e post Alemanno ha inoltre spiegato di non aver presentato domanda di grazia personale, definendo la richiesta come un’ammissione di colpevolezza che non intendeva fare.

Ex ministro delle politiche agricole e forestali e sindaco di Roma dal 2008 al 2013, Alemanno è una figura presente da decenni nella destra italiana. Il suo profilo pubblico è tornato al centro del dibattito politico nel corso della detenzione: alcuni ex compagni di strada di quegli anni occupano oggi ruoli istituzionali di rilievo, mentre lui ha scontato la pena. Alla fine dell’uscita, l’ex presidente della Regione Lazio Francesco Storace ha pubblicato su Facebook il commento “Finisce una tortura durata troppo tempo. Rebibbia addio”, commento ripreso e citato da più agenzie.

 

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