I Carabinieri hanno ritrovato a Formia le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena.
Erano all’interno dell’appartamento di una zia nel quartiere Rio Fresco, a poca distanza dall’abitazione della madre, come indicato dal Tg1 sui propri canali social; gli investigatori considerano il dettaglio rilevante sul piano procedurale. Le minori sono in buone condizioni e, dopo il recupero, sono state trasferite in una struttura protetta lontano dalle province di Frosinone e Latina.
Coordinamento delle indagini e verifiche in corso
Le attività sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Sulmona con il supporto della Procura di Cassino. Gli inquirenti hanno avviato accertamenti per verificare il ruolo di tutte le persone che potrebbero aver favorito l’allontanamento, l’ospitalità o l’occultamento delle due minorenni nel periodo in cui non erano reperibili. Le verifiche affidate ai reparti che hanno operato sul territorio e agli uffici giudiziari competenti puntano a ricostruire contatti e spostamenti emersi nelle prime fasi delle ricerche.
Il ritrovamento, reso noto attraverso i canali social del Tg1, ha innescato una catena di riscontri sul campo: identificazione del luogo, intervento per il recupero delle ragazze e organizzazione del trasferimento in una struttura riservata per garantirne la tutela durante la fase istruttoria.
La famiglia e il ruolo di Penelope Abruzzo
Dopo quattordici giorni di ricerche, la notizia del rintraccio ha avuto conseguenze immediate in famiglia: il padre ha accusato un malore ed è stato accompagnato in ospedale. A riferirlo è stata Alessia Natali, referente di Penelope Abruzzo, l’associazione che in questi giorni ha seguito da vicino la vicenda mantenendo i contatti con i familiari.
Natali ha spiegato di aver parlato al telefono con il padre, Stefano Di Giacinto, e ne ha riportato le parole: «È finito un incubo che durava da troppi giorni». L’associazione continua a fare da tramite informativo tra la famiglia e le autorità impegnate negli accertamenti.
Chi è la “zia” e i possibili risvolti
Secondo quanto segnalato da Penelope Abruzzo, la donna indicata come zia sarebbe Francesca, descritta come moglie di Carlo, zio di Valentina, la madre delle due sorelle. Questo elemento viene considerato dagli investigatori ai fini della mappatura delle responsabilità e potrebbe coinvolgere l’area di competenza della Procura di Cassino.
Gli accertamenti in corso mirano a chiarire se e in quale misura vi siano state agevolazioni nell’allontanamento e nella permanenza delle minori presso l’abitazione individuata. Le procure coinvolte e le forze dell’ordine proseguiranno con le verifiche per ricostruire i giorni dell’assenza e definire eventuali profili di responsabilità. La famiglia e l’associazione che la sostiene restano al centro delle comunicazioni ufficiali con le autorità mentre il quadro investigativo si completa.
