Continuano le indagini sulla scomparsa di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle minorenni allontanatesi da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. A fare il punto della situazione è stato il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, che in un’intervista al Corriere della Sera ha fornito alcuni dettagli sugli accertamenti in corso.
Secondo il magistrato, le immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza nella fascia oraria compatibile con la scomparsa mostrerebbero il passaggio di tre automobili. Una precisazione arrivata dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi.
“Tutte le ipotesi restano aperte”
D’Angelo ha spiegato che i filmati non consentono di identificare con certezza i veicoli. Le targhe, infatti, non risultano leggibili a causa della qualità delle immagini e delle condizioni di illuminazione presenti durante la notte. Dagli accertamenti sarebbe possibile distinguere soltanto la tipologia delle auto, un elemento che al momento non permette di restringere significativamente il campo delle verifiche.
Il procuratore ha inoltre sottolineato come, nei casi di scomparsa di minori, gli investigatori siano tenuti a valutare ogni possibile scenario. Tra le ipotesi prese in considerazione vi sono quelle legate a eventuali reti illegali, sequestri di persona, conflitti familiari o altre situazioni che possano aver favorito l’allontanamento delle ragazze.
Non viene esclusa nemmeno la possibilità che le due sorelle si siano allontanate autonomamente. Al momento, tuttavia, le attività investigative e le ricerche effettuate sul territorio non hanno ancora portato al loro ritrovamento.
L’appello del padre e le nuove ricerche
Nelle ultime ore è arrivata anche la voce del padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, riportata da Alessia Natali, referente dell’associazione Penelope Abruzzo. Secondo quanto riferito, l’uomo continua a nutrire la speranza che le figlie stiano bene, pur vivendo giorni segnati da forte apprensione e preoccupazione.
Sul fronte operativo, le ricerche potrebbero presto avvalersi del Life Seeker, uno strumento utilizzato nelle operazioni di soccorso per individuare telefoni cellulari e creare reti temporanee di comunicazione in aree prive di copertura.
Secondo l’ipotesi avanzata da Natali, le due ragazze potrebbero essere uscite dalla struttura con l’aiuto di qualcuno che conosceva bene la casa famiglia e i suoi punti meno visibili. La referente di Penelope Abruzzo ritiene possibile che abbiano percorso parte del sentiero che conduce verso la Camosciara accompagnate da una persona di fiducia, per poi essere successivamente caricate a bordo di un’auto diretta verso Pescasseroli.
Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di una delle piste al vaglio, mentre le indagini proseguono senza escludere alcuna possibilità.
