Il Tribunale Federale Nazionale ha emesso un provvedimento di inibizione, successivamente convertito in sanzione pecuniaria, nei confronti del presidente del Pescara Daniele Sebastiani e di tutte le figure di vertice riconducibili alla catena di controllo del club abruzzese. Tra i soggetti coinvolti nel procedimento figurano anche l’ex centrocampista azzurro Marco Verratti e la moglie Jessica Aidi. Il deferimento, disposto dal procuratore federale, è scattato a causa del mancato deposito della documentazione necessaria ad attestare i requisiti di solidità finanziaria e onorabilità presso la Coaps, la commissione interna alla Federcalcio preposta a questi controlli.
Le violazioni contestate e la scadenza non rispettata
Le norme federali parlano chiaro: chiunque acquisisca una quota pari o superiore al 10% del capitale sociale di un club professionistico è tenuto a trasmettere i documenti finanziari entro due settimane dalla formalizzazione dell’operazione. Nel caso specifico, l’ingresso societario del gruppo legato a Verratti era stato formalizzato il 2 giugno 2025. La scadenza ultima per l’invio delle carte era dunque fissata per il 17 giugno 2025, proprio nei giorni caldi successivi alla promozione del Pescara in Serie B. Secondo quanto emerso dalle indagini, la trasmissione dei documenti richiesti non è avvenuta nei tempi stabiliti, e il deposito è stato omesso persino a seguito di espliciti solleciti da parte degli organi di controllo.
Dalle inibizioni (compreso Verratti) alle ammende: le decisioni del Tribunale
L’iter giudiziario si è concluso con una rimodulazione della pena iniziale. Il Tribunale Federale Nazionale aveva originariamente stabilito misure di inibizione comprese tra i tre e i cinque mesi per i dirigenti e i soci coinvolti, tra cui lo stesso Verratti. Tuttavia, su esplicita richiesta avanzata dagli interessati e dai loro legali, il pacchetto di sanzioni è stato interamente convertito in ammende pecuniarie. Le sanzioni definitive comminate ai singoli esponenti della galassia societaria del Pescara oscillano adesso tra i 9.000 e i 20.000 euro, chiudendo così il fronte sportivo della vicenda.
